Will You Please Be Quiet, Please? + They’re Not Your Husband + Bicycles, Muscles, Cigarettes | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Raymond Carver
Will You Please Be Quiet, Please? + They’re Not Your Husband + Bicycles, Muscles, Cigarettes
Vuoi star zitta, per favore? - Loro non sono tuo marito - Biciclette, muscoli, sigarette 
Data di pubblicazione: 21/8/2015
FORMATI DISPONIBILI
Will You Please Be Quiet, Please? + They’re Not Your Husband + Bicycles, Muscles, Cigarettes
Voti: 3, Media: 3.33
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Raymond Clevie Carver nasce a Clatskanie, in Oregon, il 25 maggio 1938, da una famiglia operaia. Sposatosi giovanissimo, per mantenere la famiglia svolge diversi lavori (addetto alle pulizie, operaio in una segheria ecc.). Il suo interesse per la scrittura prende corpo grazie a un corso di letteratura e scrittura creativa al college, che frequenta dopo essersi trasferito in California con la moglie e i due figli.

Conclusi gli studi umanistici nel 1963, riesce a farsi notare nel mondo letterario con la short story Will You Please Be Quiet, Please? (1967), la cui raccolta omonima (1976) ne conferma la fama. Dalla fine degli anni Sessanta si consacra all’attività letteraria, scrivendo raccolte di racconti (What We Talk About When We Talk About Love, 1981; Cathedral, 1984; Where I’m Calling From, 1988) e di poesie (At Night the Salmon Move, 1976; Where Water Comes Together with Other Water, 1985; Ultramarine, 1986), in cui tratteggia con crudo realismo l’America degli emarginati e la desolazione delle piccole cittadine di provincia, traendo materiale dalla propria esperienza personale.

Afflitto da un problema di alcolismo, riesce a superarlo alla fine degli anni Settanta, quando inizia una carriera di insegnante universitario e intreccia una relazione con la scrittrice Tess Gallagher, che sposerà nel 1988 dopo aver divorziato dalla moglie. Muore a Port Angeles, nello stato di Washington, il 2 agosto 1988.

Con la sua prima raccolta di short stories, Will You Please Be Quiet, Please? (1976), Raymond Carver ottiene un grande successo commerciale e l’approvazione della critica, che oggi considera questi racconti un punto di riferimento per il minimalismo. Attraverso una prosa priva di artifici narrativi o virtuosismi stilistici, l’autore tratteggia la vita tediosa nei sobborghi americani della middle class, mostrandone l’insoddisfazione e il senso incombente di inadeguatezza.

Si tratti di un rappresentante di commercio “in attesa di nuovo impiego” come Earl Ober di They’re Not Your Husband che, dopo aver sentito i commenti di alcuni avventori nel bar dove lavora la moglie, la costringe a mettersi a dieta; o che ci si trovi come in Bicycles, Muscles, Cigarettes nel bel mezzo di una discussione animata, sfociante in un confronto corpo a corpo, tra i genitori di alcuni ragazzini per la scomparsa di una bicicletta; oppure ancora che ci si introduca nell’intimità domestica della coppia di insegnanti di Will You Please Be Quiet, Please? per scoprire che dietro l’apparente idillio si nasconde un segreto scomodo quanto prevedibile, le pagine di Carver raccontano di un disincanto intrinseco alla realtà.

Ma sebbene ci offra il ritratto di un’America disfunzionale, Carver non si erge mai a giudice implacabile dei suoi personaggi: il suo intento è far riflettere sulla complessità della natura umana, l’inestricabilità di buono e cattivo in ognuno di noi, preferendo un commento ironico o accorato a una condanna senza possibilità di appello.

“She was on her side, her secret body angled at the hips. He stared. What, after all, should he do? [...] How should a man act, given these circumstances? He understood things had been done. He did not understand what things now were to be done.”

“Giaceva su un fianco, il mistero del suo corpo piegato all’altezza delle anche. Rimase lì a fissarla. Che avrebbe dovuto fare, in fin dei conti? […] Come doveva comportarsi un uomo, in circostanze del genere? Capiva che certe cose erano già state fatte. Quello che non capiva era cosa restava da fare ora.”

Nota: per questa Short Story l’audio è disponibile solo in streaming.

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