Wakefield | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Nathaniel Hawthorne: Wakefield - Ethan Brand
Nathaniel Hawthorne
Wakefield
Ethan Brand
Anno di pubblicazione: 2009
FORMATI DISPONIBILI
Wakefield
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CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Nathaniel Hawthorne nasce a Salem, Massachusetts, nel 1804.
Discendente da un’antica famiglia puritana, a quattro anni resta orfano del padre, capitano della marina mercantile.

Compie i suoi studi al Bowdoin College di Brunswick, avendo come compagni di scuola il futuro poeta Henry Longfellow, e Franklin Pierce, futuro presidente degli Stati Uniti, al quale resterà legato di duratura amicizia.

Nel 1842 si sposa e si trasferisce a Concord, ove frequenta Emerson e Thoreau. Nel 1846, grazie a Pierce, viene nominato ispettore alla dogana di Salem, incaricato che è costretto a lasciare nel 1848, in seguito alla vittoria elettorale della parte avversa a Pierce, il quale però nel 1853 viene eletto presidente come candidato del partito democratico.

Nel 1854 Hawthorne viene nominato console a Liverpool, dove resta per quattro anni. Scaduto il suo mandato, resta altri due anni in Europa, soggiornando soprattutto in Italia, e nel 1860 torna negli Stati Uniti.
Muore improvvisamente a Plymouth, New Hampshire, nel 1864.

I due racconti qui presentati hanno anche loro dei protagonisti decisamente eccentrici. Il primo, Wakefield, uscì nel 1837 nei  Racconti raccontati due volte, mentre il secondo, Ethan Brand, fu pubblicato in rivista nel 1850 e poi accolto nel volume La statuetta di neve e altri racconti raccontati due volte (1851).

Almeno tredici anni, dunque, separano i due testi, ma non si avverte alcuna discontinuità nell’ispirazione di fondo e nell’impasto stilistico ed espressivo, in ambedue superbo. Wakefield è un tranquillo signore londinese, con un altrettanto tranquillo ménage coniugale, che un giorno, di ritorno da un breve viaggio, decide di affittare una casa vicino alla sua e di sparire per vent’anni, limitandosi a spiare di quando in quando la moglie nelle sue incombenze quotidiane di donna così inopinatamente e insensatamente abbandonata.

Solo quando saprà di essere vicino alla morte si ripresenterà dalla moglie senza dare alcuna spiegazione, come se si fosse allontanato il giorno prima.
E la circonderà di ogni devozione, per quel poco di vita che gli resterà. Anche Ethan Brand va via di casa, ma per tutt’altri motivi.

Proprietario di una fornace per la calce, un bel giorno lascia tutto e parte alla ricerca del Peccato Imperdonabile.
Dopo molti anni anche lui torna, e racconta al nuovo proprietario di averlo finalmente trovato, quel Peccato, e di averlo trovato in se stesso, insieme a una natura ormai demoniaca, alimentata da uno smisurato orgoglio e da uno smisurato amore per l’umanità inconsapevole.

Finirà male, con Ethan calcinato in un metafisico suicidio, che è anche e soprattutto affermazione di una vita davvero e finalmente “altra”.

“Lasciatemi” disse con astio, “voi, bestie brute che vi siete ridotti in tal modo, facendo avvizzire le vostre anime nei fumi dell’alcol! Ho chiuso con voi. Anni e anni or sono, ho frugato nei vostri cuori e non ho trovato nulla che servisse al mio scopo. Andatevene!”.

“Leave me,” he said bitterly, “ye brute beasts, that have made yourselves so, shrivelling up your souls with fiery liquors! I have done with you. Years and years ago, I groped into your hearts, and found nothing there for my purpose. Get ye gone!”

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