The Yellow Wall Paper – La carta da parati gialla | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Charlotte Perkins Gilman
The Yellow Wall Paper – La carta da parati gialla
Anno di pubblicazione: 2013
FORMATI DISPONIBILI
The Yellow Wall Paper – La carta da parati gialla
Voti: 1, Media: 5.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Charlotte Perkins Gilman nasce a Hartford, nel Connecticut, il 3 luglio 1860. Cresciuta a Providence, nel Rhode Island, è costretta a causa dei continui spostamenti della madre a una formazione da autodidatta. Nel 1884 si sposa con l’artista Charles Walter Stetson, da cui ha nel 1885 la figlia Katharine.

Lasciato il marito nel 1888, si trasferisce a Pasadena per dedicarsi all’attivismo politico; nel 1894 manda Katharine a vivere con l’ex marito, risposatosi nel frattempo con l’amica di tutta la vita, Grace Ellery Channing. Nel 1900 sposa il cugino George Houghton Gilman, con cui vive prima a New York e poi nel Connecticut, fino alla morte improvvisa di lui nel 1934.

Tornata in California già gravemente malata, si toglie la vita il 17 agosto 1935. Icona del movimento femminista in America grazie al saggio Women and Economics (1898), secondo cui la dipendenza intellettuale della donna deriva dalla dipendenza economica dal marito, tra le sue opere narrative più riuscite si ricordano il racconto The Yellow Wall Paper (1892), qui proposto, e il romanzo utopico Herland, pubblicato a puntate tra il 1909 e il 1916 sulla rivista Forerunner, fondata e diretta dall’autrice stessa.

The Yellow Wall Paper (1892) è un’opera semibiografica di Charlotte Perkins Gilman che trae spunto dall’esperienza della depressione post partum. Per decenni frettolosamente catalogato come racconto del terrore, negli anni Settanta è stata finalmente rivalutato nell’ambito del pensiero femminista, al punto che l’autrice è assurta a icona del movimento femminista in America.

Il tema di questa short story, infatti, non è tanto la follia della protagonista, soggetta a una grave forma di depressione che la porterà a deliri allucinatori e finanche allo sdoppiamento di personalità, quanto piuttosto l’oppressione sociale, economica e linguistica della donna. La Perkins Gilman definisce il linguaggio “androcentrico”, cioè uno strumento creato dagli uomini a loro uso e consumo.

Ed è significativo che la cura a cui è sottoposta la protagonista vieti espressamente, tra le altre cose, di leggere e scrivere. Divieto che la protagonista, nel momento stesso in cui decide di raccontarci la storia dal suo punto di vista, infrange palesemente, rompendo il silenzio e riappropriandosi di quel diritto all’espressione che le era stato negato dal marito.

I wish I could getwell faster.

But I must not think about that. This paper looks to me as if it knew what a vicious influence it had!

 

Vorrei che la mia guarigione fosse più rapida.

Ma non ci devo pensare.Questa carta da parati sembra sapere quale perversa influenza abbia su di me!

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