The Volga – Il Volga | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Chatwin - The Volga
Bruce Chatwin
The Volga – Il Volga
On Yeti Tracks - Sulle orme dello yeti
Anno di pubblicazione: 2011
FORMATI DISPONIBILI
The Volga – Il Volga
Voti: 0, Media: 0.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Bruce Chatwin nasce a Sheffield, in Inghilterra, nel 1940.
Nel 1958 inizia a lavorare come esperto d’arte per la casa d’aste Sotheby’s, incarico che mantiene fino al 1966.

Dopo aver studiato archeologia all’Università di Edimburgo, nel 1973 viene assunto dal “Sunday Times Magazine” come cronista.

Fra il 1974 e il 1975 compie il suo primo lungo viaggio, in Patagonia, dove rimane per sei mesi.
Seguono molti altri viaggi, tutti di lunga durata, in vari paesi dell’Africa, in Brasile e in Australia. Muore a Nizza nel 1989.

I due racconti di Bruce Chatwin qui proposti sono praticamente coevi: Il Volga è del 1984, e Sulle orme dello Yeti lo precede di appena un anno.

Eppure sono due prose diversissime, per struttura, scrittura e intenzioni.
Il primo è il resoconto di una crociera sul Volga compiuta nel 1982 insieme a un gruppo di anziani tedeschi, tutti combattenti sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale, che per qualche oscuro motivo volevano tornare a rivedere i luoghi della loro sconfitta.

E tutto il racconto si dipana sul contrappunto costituito dalla memoria inquieta di quei tedeschi, scampati per caso alla morte e ora come smarriti e confusi di fronte al teatro della loro fortuna. Ma quel teatro sta ora cambiando rapidamente.

Tutt’altra aria si respira in Sulle orme dello Yeti: aria di alta montagna, naturalmente, visto che Chatwin ci porta in Himalaya, per un’escursione nelle valli intorno all’Everest, a un’altitudine media che supera i quattromila metri.

E col suo sherpa Bruce scherza sullo Yeti, il mitico enorme Uomo delle Nevi, metà uomo e metà bestia, considerato da quelle parti una specie di dio.
Solo che lui, durante una “passeggiata”, mentre la moglie Elizabeth è intenta a osservare col binocolo i movimenti di un’anatra selvatica, scopre improvvisamente nella neve delle orme anomale: un piede umano, ma molto più grande del nomale…

“Ci imbarcammo sulla Maksim Gor’kij a Kazan’, dopo il tramonto. La banda di bordo suonava una miscellanea di malinconici motivi tradizionali. Una donna in costume da contadina ci offrì pane e sale, secondo l’antica usanza…”

“We went aboard the Maxim Gorky, after dark, at Kazan. The ship’s band was playing a medley of melancholy Russian favourites. A woman in peasant costume offered us the customary bread and salt.”

ASCOLTA L'AUDIO

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l'ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

I commenti sono chiusi.