The Tremendous Adventures of Major Brown – Le terribili avventure del maggiore Brown | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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G.K. Chesterton
The Tremendous Adventures of Major Brown – Le terribili avventure del maggiore Brown
Data di pubblicazione: 07/11/2014
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The Tremendous Adventures of Major Brown – Le terribili avventure del maggiore Brown
Voti: 1, Media: 5.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Gilbert Keith Chesterton nasce il 29 maggio 1874 a Londra, da famiglia borghese di confessione anglicana. Dopo le scuole superiori, affrontate con una certa difficoltà, si iscrive allo University College di Londra, che però abbandona senza riuscire a laurearsi.

L’insuccesso scolastico provoca in lui una grave depressione, dalla quale riemerge nel 1895 cominciando a lavorare in ambito editoriale. Poco dopo abbraccia l’attività di giornalista e polemista, fondando e dirigendo giornali come l’Eye Witness e il New Witness. Impegnato contro il convenzionalismo, prolifico autore di scritti brillanti, umoristici e spesso paradossali, si converte al cattolicesimo nel 1922 per la profonda influenza esercitata su di lui da padre John O’Connor, ispiratore del personaggio di Padre Brown, un sacerdote-detective protagonista di una fortunata serie di romanzi polizieschi, e dall’amico Hilaire Belloc, col quale dà vita al “distributismo”, dottrina sociale ispirata ai principi cattolici.

Riceve lauree honoris causa da molte università britanniche e nel 1934 gli viene conferito il titolo di cavaliere dell’Ordine di san Gregorio Magno. Muore a Beaconsfield il 14 giugno 1936.

The Tremendous Adventures of Major Brown è un testo che non è facile attribuire a un genere preciso, ma che sicuramente fa dell’umorismo dissacrante la sua cifra stilistica peculiare. In questo si distingue abbastanza da molte delle opere successive dell’autore, in particolare da quelle, probabilmente le più note, che hanno come protagonista l’infallibile, anche se non privo di sottile ironia, Padre Brown.

Nel racconto non vi è nessun personaggio che non venga descritto con più o meno marcata vena caricaturale, da quelli principali della vicenda fino a quelli citati anche solamente per nome; tra di loro, è decisamente interessante l’accenno quasi metaletterario a Sherlock Holmes, con cui Chesterton lancia fin da qui, per così dire, una garbata sfida a Conan Doyle nella definizione di cosa debba essere il detective.

Uno degli aspetti che più colpisce di questa short story è l’inesauribile inventiva dell’autore, lo stile vivace, pieno di battute esilaranti, e la trama ricca di sviluppi inaspettati. In questo caso, come si scoprirà ovviamente alla fine, il motore dell’intera vicenda, apparentemente svolta secondo i canoni della classica detective story e quasi parafrasando una delle avventure di Sherlock Holmes anche nella struttura di base, è un colossale equivoco, che però è legato a uno di quei “queer trades” evocati all’inizio della narrazione.

La trovata finale di Chesterton serve nel racconto a dare una “soluzione” a un mistero che infine rimane senza vere risposte, ma appare anche straordinariamente attuale, e non solo perché evoca il desiderio di evasione da una vita monotona, senza emozioni, frutto della civiltà moderna, ma anche perché in un certo senso anticipa certi fenomeni del mondo d’oggi, come la diffusione dei giochi di ruolo quando non anche degli alternate reality games.

Every detail points to something, certainly; but generally to the wrong thing. Facts point in all directions, it seems to me, like the thousands of twigs on a tree. It’s only the life of the tree that has unity and goes up; only the green blood that springs, like a fountain, at the stars.

Ogni particolare indica qualcosa, certamente; ma di solito ? la cosa sbagliata. I fatti, per come la vedo io, indicano in tutte le direzioni, come le migliaia di ramoscelli di un albero. È soltanto la vita dell’albero che possiede unità e si innalza; solo la linfa verde che zampilla, come una fontana, verso le stelle.

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