The Tomb + The Call of Cthulhu | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Howard P. Lovecraft
The Tomb + The Call of Cthulhu
La tomba + Il richiamo di Cthulhu
Anno di pubblicazione: 2016
FORMATI DISPONIBILI
The Tomb + The Call of Cthulhu
Voti: 7, Media: 4.71
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Howard Phillips Lovecraft nasce a Providence, Rhode Island, nel 1890.
Il padre, venditore ambulante di gioielli, muore di sifilide  nel 1898, e il bambino cresce con la madre e il nonno materno.

Bimbo superdotato, a nove anni redige parecchie pubblicazioni scientifiche, pur non frequentando la scuola a causa di una salute malferma.
Tornerò poi a scuola saltuariamente, ma non riuscirà mai a diplomarsi, anche per i postumi di una grave caduta da un’impalcatura avvenuta nel 1905, che gli provocherà per tutta la vita atroci mal di testa.

Nel 1924 si sposa a  New York con Sonia Greene, proprietaria di una fabbrica di cappelli. Poco dopo la fabbrica fallisce, e Lovecraft, in gravi difficoltà economiche, accetta il ruolo di ghostwriter per varie case editrici.

Separatosi dalla moglie, nel 1930 torna a Providence, in casa delle zie.
La sua situazione economica, nonostante la sua intensa attività creativa, continua a peggiorare, anche per la cauta accoglienza delle sue opere da parte della critica.

Nel 1936 gli viene diagnosticato un tumore all’intestino, diagnosi che tiene nascosta a tutti i suoi amici e parenti. Muore a Providence nel 1937.

The Tomb – La tomba

Il racconto qui proposto di H.P.Lovecraft – La tomba (1917) – è un racconto claustrofobico, ambientato in un luogo angusto e chiuso, in un buio minaccioso che lascia intravedere lucori infernali.

Niente di strano per un autore profondamente implicato nei temi del fantastico e dell’horror, appassionato ammiratore di Edgar Allan Poe e affascinato dal paranormale e dall’esoterico.
Ma in lui il repertorio del genere si colora sempre di un tragico ora sottile ora conclamato, come una continua, imprescrittibile allusione alla tragedia della condizione umana.

Storie di finzione, ambedue. Ma l’angoscia che se ne sprigiona è autentica, pressante, ineludibile.
Antesignano della fantascienza, si è detto di Lovecraft. E può essere anche vero, purché ci si limiti a quella fantascienza che altro non è se non una bruciante metafora dell’essere uomini, un travestimento fantastico dell’incubo di esistere, giorno per giorno, in una vita di cui sfugge irrimediabilmente il senso, lo scopo, la destinazione.

L’orrore che informa i suoi racconti è esattamente questo: una lacuna incolmabile di significato nel dispiegarsi di forze soverchianti e imperscrutabili, che travolgono senza possibilità di difesa l’esistenza del singolo uomo sperduto sulla terra.
La condizione umana, appunto, lo spaesamento che è all’origine di ogni religione o mitologia.

“Incominciai a sentire che la tomba mi apparteneva, e ad aspettare con acuta impazienza il tempo in cui sarei stato in grado di varcare quella porta di pietra e discendere quei viscidi gradini di pietra nell’oscurità.”

“I began to feel that the tomb was mine, and to look forward with hot eagerness to the time when I might pass within that stone door and down those slimy stone steps in the dark.”

The Tomb – La tomba – Scarica l’audio

The Call of Cthulhu – Il richiamo di Cthulhu

Il racconto di H.P. lovecraft qui presentato, The Call of Cthulhu, scritto nel 1926 e pubblicato nel 1928 sulla rivista Weird Tales, è costruito attorno a molte suggestioni pseudoerudite che hanno stimolato non solo gli appassionati della letteratura fantastica e dell’occulto ma anche bibliofili e studiosi di miti e dottrine esoteriche.

L’atmosfera di terrore che corre lungo le pagine di questa short story si nutre di sanguinosi riti vudù che vengono praticati secondo cerimonie e con formule molto similari nelle più disparate regioni del globo. Sebbene trapelino notizie di questo culto demoniaco – basato su orge, sacrifici umani e altre perversioni – poco si sa delle sue origini e delle divinità mostruose che ne formano il terribile pantheon. Si sussurra con fremiti di orrore che si tratti di una fede antichissi- ma, addirittura precedente alla creazione del mondo, e che sia sufficiente la visione degli orribili idoli di pietra perché si geli il sangue nelle vene.

Il motore della storia si avvia quando il narratore entra in possesso dell’eredità del prozio George Gammell angell, Professore emerito di lingue semitiche alla Brown University di Providence e morto in circostanze non chiarite. tra le carte dello studioso, spicca un saggio intitolato “il culto di cthulhu” nonché un bizzarro bassorilievo recante un’oscura iscrizione. incuriosito, il narratore comincia a indagare, ma più si avvicina alla verità, più avverte di non avere via di scampo…

“Affermavano di adorare i Grandi Antichi, vissuti in ere molto precedenti alla nascita degli uomini e giunti su questa Terra quando il pianeta era giovane, provenienti dallo spazio. Quegli Antichi se n’erano poi andati, sotto le viscere della Terra e nelle profondità dei mari, ma i loro corpi morti avevano inviato i loro segreti in sogno ai primi uomini.”
“They worshipped, so they said, the Great Old Ones who lived ages before there were any men, and who came to the young world out of the sky. Those Old Ones were gone now, inside the earth and under the sea; but their dead bodies had told their secrets in dreams to the first men.”

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