The Return – Il ritorno | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Sherwood Anderson
The Return – Il ritorno
Data di pubblicazione: 11/12/2015
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The Return – Il ritorno
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CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Sherwood Anderson nasce a Camden, nell’Ohio, il 13 settembre 1876, terzo di sette figli. La famiglia, a causa della difficile situazione finanziaria, è costretta a vari trasferimenti fino al 1884, quando si stabilisce a Clyde, un piccolo centro rurale che più tardi ispirerà ad Anderson le storie di Winesburg, Ohio (1919).

Dopo aver abbandonato la scuola a quattordici anni, si trasferisce a Chicago, dove lavora come operaio e successivamente copywriter in un’agenzia pubblicitaria. Raggiunta la stabilità economica, nel 1904 sposa Cornelia Lane, da cui avrà tre figli; nel 1907 apre una propria società a Elyria e inizia a dedicarsi all’attività letteraria. Nel 1912, a fronte delle difficoltà nel gestire il ménage familiare e la crisi in cui versa la società, ha un crollo nervoso.Nel 1914 lascia la famiglia per tornare a Chicago, partecipando alla Chicago Literary Renaissance; nel 1916 divorzia dalla prima moglie e si risposa con Tennessee Mitchell. Dopo il successo di Winesburg, Ohio, viaggia in Europa e incontra, tra gli altri, Gertrude Stein e James Joyce. Dal 1924 vive per un periodo a New Orleans e da questa esperienza nasce il suo bestseller, Dark Laughter (1925).

Negli anni Trenta, grazie anche a Eleanor Copenhaven, sposata nel 1933, cresce il suo impegno politico a sostegno della classe operaia. Muore a Colón l’8 marzo 1941, mentre è in crociera verso l’America meridionale.

Consacrato tra i maestri del realismo americano con Winesburg, Ohio (1919), Sherwood Anderson fu scoperto in Italia grazie a Cesare Pavese, che tradusse il suo romanzo Dark Laughter (1925). Non è un caso che Pavese, testimone della scomparsa del mondo contadino in Italia e indagatore del disagio dell’uomo moderno, si avvicinasse a Anderson, che aveva già assistito in America alla trasformazione dei piccoli centri rurali in città industriali, con un senso di spaesamento e frustrazione.

Infatti in Anderson prevale l’attenzione per l’aspetto psicologico piuttosto che per lo sviluppo dell’intreccio, come evidente anche nella short story qui presentata, The Return. La storia è appunto piuttosto semplice: John Holden, affermato architetto che vive a New York, decide di tornare dopo diciotto anni a Caxton, sua città d’origine, per salutare gli amici di un tempo.

Quando si trova a sole dieci miglia di distanza, però, inizia a dubitare della sua decisione: si ha la sensazione che John non riesca a esplicitare i propri pensieri neanche a se stesso e che non sia davvero interessato a cercare una risposta agli interrogativi che si affacciano alla sua mente. L’incertezza ne segna tutte le fasi della vita, specie il rapporto con le donne. Una moderazione insensata, che destina John alla solitudine e al silenzio.

“You have always taken such good care of yourself, haven’t you, John dear? You have observed the rules. You have taken no chances for yourself or the others.”

“Ti sei sempre preso così tanta cura di te stesso, non è vero, caro John? Hai osservato le regole. Non hai corso rischi per te stesso o per gli altri.”

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