The Old Chief Mshlanga – Il vecchio capo Mshlanga | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Lessing - The Old Chief Mshlanga
Doris Lessing
The Old Chief Mshlanga – Il vecchio capo Mshlanga
No Witchcraft for Sale - La magia non è in vendita
Anno di pubblicazione: 2011
FORMATI DISPONIBILI
The Old Chief Mshlanga – Il vecchio capo Mshlanga
Voti: 1, Media: 3.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Doris Lessing, all’anagrafe Doris May Tayler, è nata a Kermanshah, in Iran, nel 1919 da famiglia inglese.

Il padre lavorava in una banca locale, ma nel 1925 decise di trasferirsi nella Rhodesia del Sud per fare il coltivatore di mais.
Doris studiò in una scuola cattolica, che abbandonò all’età di quindici anni e nel 1937 si trasferì a Salisbury, dove iniziò un’intensa attività politica contro il razzismo.

Nel 1938 si sposò con Frank Charles Wisdom, dal quale ebbe due figli, e da cui divorziò nel 1943, per sposare un attivista ebreo tedesco di non Gottfried Lessing, dal quale ebbe un terzo figlio.

Nel 1949 divorziò anche dal secondo marito, e l’anno dopo si trasferì con il figlio più piccolo in Inghilterra, dove vive tuttora, dedicandosi esclusivamente all’attività letteraria. Nel 2007 ha vinto il Premio Nobel per la letteratura.

I due racconti qui proposti appartengono ambedue ai Racconti africani, e dunque alla primissima fase della produzione della scrittrice, e in ambedue il tema è dettato dai difficili rapporti fra colonizzatori britannici e colonizzati indigeni nella Rhodesia del Sud (oggi Zimbabwe).

In Il vecchio capo Mshlanga l’io narrante è una ragazzina quattordicenne figlia di un piantatore inglese, che ama girare per la prateria con un fucile sottobraccio e due cani al fianco.

Durante una delle sue peregrinazioni incontra un vecchio indigeno accompagnato da due giovani, che non si ritraggono sul bordo della strada per cederle il passo.
Indignata, la ragazzina chiede loro chi siano e dove stiano andando, e apprende che il vecchio è un capotribù di nome Mshlanga, che sta andando a far visita ai suoi fratelli in un altro villaggio.

La ragazzina rimane colpita e intimidita dalla dignità del vecchio, che contraddice gli stereotipi con cui fino a quel momento aveva giudicato i “negri”.

In La magia non è in vendita, invece, un bambino inglese riceve negli occhi il veleno di un serpente arboricolo e rischia di diventare cieco.
Il cuoco indigeno, però, arriva con una pianta dalla radice carnosa, che comincia a masticare, per poi sputarla sugli occhi del piccolo. Poco dopo il gonfiore scompare, e il bambino guarisce.

Si sparge la voce dell’accaduto e un medico viene per verificare la composizione chimica della radice, ma il cuoco è evasivo, dissimula, dice di non ricordare quale fosse la pianta, poi porta in giro medico e famiglia per la prateria alla sua ricerca, finché prende una pianta qualsiasi e la consegna al medico.

Naturalmente la pianta non è quella giusta, ma lui non può condividere coi bianchi un segreto che fa parte della sua cultura, e che è patrimonio esclusivo della sua gente.
Ancora una volta, i due mondi non si toccano.

“Un Capo! mi dissi, e compresi perché quel vecchio se ne stava orgogliosamente davanti a me come un mio pari – più che un mio pari, anzi, poiché mi concedeva la sua cortesia, benché io lo avessi apostrofato con alterigia.”

“A Chief ! I thought, understanding the pride that made the old  man stand before me like an equal – more than an equal, for he showed courtesy, and I showed none.”

ASCOLTA L'AUDIO

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l'ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

I commenti sono chiusi.