The Mark on the Wall + Kew Gardens + A Haunted House | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Virginia Woolf
The Mark on the Wall + Kew Gardens + A Haunted House
Il segno sul muro + Kew Gardens + Una casa stregata e altri racconti
Anno di pubblicazione: 2016
FORMATI DISPONIBILI
The Mark on the Wall + Kew Gardens + A Haunted House
Voti: 18, Media: 2.33
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Virginia Stephen Woolf nasce a Londra nel 1882, da un’agiata famiglia di letterati. Istruita in casa secondo le rigide regole dell’educazione vittoriana, nel 1904 si trasferisce col fratello Thoby e la sorella Vanessa nel quartiere di Bloomsbury, dando vita insieme ad altri intellettuali al cosiddetto Bloomsbury set (Gruppo di Bloomsbury).

Nel 1912 sposa Leonard Woolf, insieme al quale fonda una piccola casa editrice, la Hogarth Press, che si distinguerà per la raffinatezza e le scelte innovative. Ha intense relazioni d’amicizia e d’amore con varie donne, tra cui la scrittrice Vita Sackville-West, che non metteranno però mai in dubbio la solidità del suo matrimonio.

Preda fin dalla prima adolescenza di forti e ricorrenti disturbi depressivi, muore suicida nel 1941, annegandosi nel fiume Ouse, presso Rodmell.

Nei racconti e romanzi di Virginia si affollano tante “coscienze” che si esprimono autonomamente l’una dall’altra, riflettendo in tutto o in parte un “fuori” condiviso, ma variamente filtrato e percepito dalle diverse individualità dei personaggi. Dei racconti qui proposti, scritti e pubblicati in rivista fra il 1919 e il 1921, Il segno sul muro è quello che meglio rappresenta tale tendenza.

Una donna – l’io narrante, appunto – sta seduta accanto al caminetto leggendo e fumando dopo aver preso il tè; a un certo punto, alzando lo sguardo, vede un segno sul muro; si chiede cosa sia, ma non si alza per avvicinarsi e vedere di che si tratta. Rimane perciò ferma, e lascia libera la sua mente di vagare per una fantasmagoria di riflessioni, sensazioni, percezioni, colori, suoni, immaginazioni…

In Kew Gardens la vera protagonista è invece una chiocciola, che faticosamente cerca di farsi strada in un’aiuola accanto alla quale passano in successione quattro coppie, e vengono captati i discorsi che fanno nel breve tempo necessario per superarla.

Una casa stregata è un racconto molto breve, sospeso fra sogno e “realtà”, in cui una coppia di fantasmi si aggira di notte per una casa abitata da una coppia di viventi, alla ricerca di un tesoro nascosto. Alla fine il “tesoro” si troverà, ma saremo indotti a pensare che si sia trattato soltanto di un sogno della donna viva, che suggella, con la “luce nel cuore” l’amore per l’uomo che le dorme accanto. E resteremo comunque ammirati di fronte a tanta, e tanto discreta, finezza narrativa.

“Look,” he breathes. “Sound asleep. Love upon their lips.”

“Guarda” dice lui in un soffio. “Sprofondati nel sonno. Amore sulle loro labbra.”

Nel breve racconto Solid Objects John, un giovane rampante destinato a una brillante carriera politica comincia a raccogliere oggetti, cadendo rapidamente vittima di una monomania totalizzante. Si direbbe però che l’autrice voglia rappresentare più che una semplice storia di follia: si sente qui un’eco delle idee di Bertrand Russell, amico di Virginia Woolf, secondo cui gli oggetti possono essere intesi come un interscambio tra fenomeni materiali e le prospettive multiple dell’esperienza soggettiva. John, quindi, appare non come un semplice alienato, ma qualcuno che aspira a trovare, a modo suo, una comprensione più profonda del reale, anche a costo del deteriorarsi dei rapporti interpersonali, specie dell’amicizia con Charles.

Il party che chiude il romanzo Mrs Dalloway ha offerto lo spunto a Virginia Woolf per scrivere un certo numero di short stories, tra cui due di quelle qui presentate: The New Dress e The Man Who Loved his Kind. Nel primo la protagonista, la non più giovanissima Mabel Waring, arriva alla festa di Clarissa Dalloway con un abito nuovo, che però le appare subito inadeguato rispetto all’ambiente in cui si trova, e seguendo il suo flusso di coscienza comprendiamo la complessità delle emozioni che la spingono ad abbandonare anzitempo la festa.

Nelracconto The Man Who Loved his Kind  viene ripresa la disperata constatazione di Mabel dell’impossibilità di comunicare con gli altri; infatti anche in The Man Who Loved his Kind i due personaggi principali, l’avvocato Prickett Ellis, un vecchio compagno di scuola di Richard Dalloway, e Miss O’Keefe, si trovano quasi costretti a conversare insieme, ma senza trovare un punto di incontro, tanto sono ripiegati su se stessi, nonostante il dichiarato amore per i loro simili.

“We are all like flies trying to crawl over the edge of the saucer, Mabel thought, and repeated the phrase as if she were crossing herself, as if she were trying to find some spell to annul this pain, to make this agony endurable.”

Siamo tutti mosche che tentano di arrampicarsi e uscire da un piattino, pensò Mabel, e ripeté quella frase come se facesse il segno della croce, come se cercasse un incantesimo in grado di annullare quel dolore, di rendere sopportabile l’agonia.”

 

Altri racconti in questo volume: Solid Objects – Oggetti solidi / The New Dress – Il vestito nuovo / The Man Who Loved his Kind – L’uomo che amava il suo prossimo

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