The Man who Loved Islands – L’uomo che amava le isole | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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D.H. Lawrence
The Man who Loved Islands – L’uomo che amava le isole
Data di pubblicazione: 29/10/2014
FORMATI DISPONIBILI
The Man who Loved Islands – L’uomo che amava le isole
Voti: 1, Media: 2.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

David Herbert Lawrence nasce l’11 settembre 1885 a Eastwood, presso Nottingham. Nonostante le difficoltà economiche della famiglia, prosegue gli studi fino a ottenere il diploma di insegnante, suo lavoro principale finché la salute cagionevole non lo costringe a lasciare la scuola per dedicarsi completamente alla scrittura.

Nel 1912 incontra Frieda von Richthofen, che sposa due anni più tardi. Nel 1919 la coppia lascia l’Inghilterra, dove ritorna solo per brevi e rare visite, e viaggia in tutto il mondo, soggiornando in Italia, a Ceylon, in Australia, quindi nel New Mexico, dove compra un ranch vicino a Taos.

Nel frattempo le condizioni di Lawrence, ammalato di tubercolosi, peggiorano e quindi lo scrittore torna in Europa: nel 1926 è in Italia, a Spotorno e Scandicci, poi nel 1928 si stabilisce a Bandol, in Costa Azzurra. Compie altri viaggi, ma all’inizio del 1930 è costretto a ricoverarsi nel sanatorio di Vence, dove muore il 2 marzo dello stesso anno. Tra le sue opere ricordiamo i romanzi Figli e amanti (1913), L’arcobaleno (1915), Donne innamorate (1920), Il serpente piumato (1926), L’amante di Lady Chatterley (1928), aventi tutti come tema centrale l’esaltazione della sessualità e il contrasto tra istinto e razionalità.

Nel corso dei lunghi viaggi compiuti insieme alla moglie Frieda, D.H. Lawrence aveva cercato di trovare, preferibilmente lontano dalla madrepatria, un luogo in cui stabilirsi, in compagnia di pochi spiriti consonanti, per formare una sorta di comunità utopica.

Quest’idea era venuta maturando durante i frustranti anni della guerra, ma l’esperimento realizzato nel 1917 in Cornovaglia, con John Middleton Murry e Katherine Mansfield, era naufragato miseramente, dopo poche settimane, tra malintesi e litigi. Una soluzione “naturale” sarebbe stata quella di far cadere la scelta su un’isola ma, come sappiamo dalle lettere dello scrittore, non era facile; Lawrence, infatti, non trovò mai un’isola che gli piacesse e i suoi luoghi preferiti furono la Toscana e il New Mexico.

Eppure il desiderio di trovare una sorta di piccolo “paradiso” riappare, con varianti diverse, in tutte le sue opere maggiori degli ultimi anni, da Il serpente piumato (1926) a L’amante di Lady Chatterley (1928), passando per il racconto qui proposto.

Leggendo The Man who Loved Islands (1927) si ha l’impressione di essere di fronte a un’allegoria, in cui i personaggi solo abbozzati assurgono a simboli e l’esile trama rende un’atmosfera da fiaba, amplificata dalla scrittura immaginosa. I molteplici problemi sollevati da Lawrence ruotano sostanzialmente intorno al dubbio se si possano conciliare la felicità individuale e i legami sociali quasi inevitabili; e, come nella vita, anche sulla carta l’autore non offre una soluzione .

There was a man who loved islands. [...] He wanted an island all of his own: not necessarily to be alone on it, but to make it a world of his own.

C?era un uomo che amava le isole. [...] Voleva un’isola tutta per sé: non necessariamente per viverci da solo, ma per farne un mondo tutto suo.

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