The legend of Sleepy Hollow – La leggenda di Sleepy Hollow | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Washington Irving: The Legend of Sleepy Hollow
Washington Irving
The legend of Sleepy Hollow – La leggenda di Sleepy Hollow
Anno di pubblicazione: 2008
FORMATI DISPONIBILI
The legend of Sleepy Hollow – La leggenda di Sleepy Hollow
Voti: 2, Media: 4.50
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Washington Irving nasce a New York nel 1783, da famiglia molto benestante.
Dopo aver abbandonato la scuola a sedici anni, fa pratica di avvocatura in un grande studio newyorkese, ma presto abbandona il lavoro per intraprendere una serie di viaggi in Inghilterra e in Italia.

A partire dal 1815 soggiorna a lungo in Inghilterra, e nel 1818 vi stabilisce la sua residenza, tornando comunque spesso negli Stati Uniti, e trasferendosi per lunghi periodi a Parigi, Madrid e Dresda.

Nel 1833 fa ritorno a New York, accolto trionfalmente come famosissimo letterato, e si stabilisce in una casa di campagna a Sunnyside, sullo Hudson.
Nel 1842 viene nominato ambasciatore a Madrid, dove rimane fino al 1846, anno in cui torna definitivamente in America. Muore a Sunnyside nel 1859.

La leggenda di Sleepy Hollow della saga ha in fondo ben poco: certo, c’è il fantasma di un gigantesco cavaliere senza testa che si aggira per la Valle del Sonno, vicino allo Hudson, per cercare la testa che ivi gli fu mozzata; e ci sono gli incontri con lo spettro degli abitanti, tutti di discendenza olandese, tramandati per tradizione orale come, appunto, ogni leggenda.

Ma il protagonista Ichabod Crane non ha davvero nulla a che fare con le atmosfere “gotiche” così capziosamente e sarcasticamente costruite: lui è un maestro di scuola, alto e allampanato e squattrinato, che sbarca il lunario facendosi ospitare a turno dalle famiglie contadine dei suoi allievi e dando anche una mano per i lavori domestici.

Il suo chiodo fisso è il cibo, che divora in quantità impressionanti soprattutto quando gli viene offerto, e a cui tributa un culto dai tratti quasi religiosi.
Quando conosce Katrina Tassel, figlia del più ricco agricoltore della zona, e scopre tutto il bendidio stipato nella grande casa di lei, si innamora immediatametne della ragazza e concepisce il voluttuoso progetto di sposarla per poter partecipare per sempre a quella meravigliosa abbondanza.

Ed è nella delineazione di questo personaggio che Irving dà il meglio di sé, recuperando in tutta la sua vivacità e freschezza la vena satirica degli esordi, e dando vita a un crescendo di grottesco in qualche punto addirittura esilarante.

Tant’è che quando il povero Ichabod si imbatterà nel cavaliere senza testa, tutto il gotico sarà svanito, e ci resterà solo l’immagine francamente comica del maestro sbalzato da cavallo dalla testa finalmente ritrovata dal fantasma, da lui scagliata a tutta forza come un’arma contro l’inconsapevole intruso nella Sleepy Hollow.

Sebbene siano passati quasi due secoli, il racconto mantiene intatta la sua capacità di divertire e di castigare ridendo mores che certo Irving emulava e invidiava ai padri latini, fondatori di una cultura non sua.

“Ichabod avanzava lentamente, con gli occhi sempre aperti a ogni indizio di abbondanza culinaria, vagando con diletto da uno all’altro di questi tesori dell’allegro autunno. Da ogni lato vedeva enormi riserve di mele; alcune che pendevano con un’opulenza oppressiva dagli alberi; altre raccolte in cesti e barili per il mercato…”

“As Ichabod jogged slowly on his way, his eye, ever open to every symptom of culinary abundance, ranged with delight over the treasures of jolly Autumn. On all sides he beheld vast stores of apples; some hanging in oppressive opulence on the trees; some gathered into baskets and barrels for the market…”

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1 Commento a The legend of Sleepy Hollow – La leggenda di Sleepy Hollow

  1. Sandra Ferretti

    Ho seguito con vivo interesse l’intera serie ( ho perso solo alcuni testi del 2008). Sono testi estremamente interessanti e apprezzabili ed un gradevole appuntamento settimanale. Curati nella traduzione e nelle note ricche sia dal punto di vista culturale che grammaticale. Sarebbe molto, molto bello se tale iniziativa venisse presa anche per le altre lingue europee: tedesco, francese e spagnolo. Ricordo che anni fa La Repubblica, a partire dal Giovedì offriva brevi testi nelle lingue sopra citate. Fu così che mi avvicinai all’Inglese e allo Spagnolo.
    Complimenti e buon lavoro.
    Sandra