The Judge House – La casa del giudice | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Bram Stoker: The Judge House
Bram Stoker
The Judge House – La casa del giudice
Anno di pubblicazione: 2009
FORMATI DISPONIBILI
The Judge House – La casa del giudice
Voti: 3, Media: 4.33
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Abraham “Bram” Stoker nasce a Clontarf, vicino Dublino, nel 1847.
Dopo un’infanzia segnata da gravi malattie, che lo costringono a lunghissimi ricoveri in ospedale, guarisce improvvisamente in un modo che i medici definiscono miracoloso, e può dedicarsi agli studi e all’attività sportiva, conseguendo a pieni voti la laurea in matematica al Trinity College di Dublino.

Nel 1878 sposa Florence Balcombe e si trasferisce a Londra come direttore del Lyceum Theatre dell’amico attore Henry Irving.

Grazie al successo dei suoi romanzi e racconti, presto può dedicarsi esclusivamente alla letteratura, e compie vari lunghi viaggi per il mondo. Muore a Londra nel 1912.

Il protagonista Malcolm Malcomson è un giovane studente molto dotato alle prese con la tesi di laurea in matematica.
Per meglio concentrarsi sul suo lavoro, decide di passare un mese in un posto isolato e remoto, dove nella massima quiete possa esercitare al meglio il suo intelletto.

Arrivato quasi casualmente nel paesino di Benchurch, viene attratto da una casa disabitata con una campana sul tetto, sulla quale circolano in paese strane leggende e terrori.
La casa era appartenuta, qualche secolo prima, a un giudice spietato e perverso, che godeva nel dispensare a pioggia condanne a morte e nel presenziare all’esecuzione.

Dell’antico proprietario nella casa è rimasto un ritratto luciferino, i cui occhi emanano un’indicibile cattiveria.
Ma il giovane Malcolm, infarcito di scienze esatte, ovviamente non dà peso a quelle fole e si installa felice nella casa per portare a termine la stesura della sua tesi.

Mal gliene incoglie, però. Intanto, ogni notte è disturbato dal trapestio e rosichio delle migliaia di topi annidati dietro le sconnesse boiseries che tappezzano i muri della magione.

Poi una sera vede scendere dalla fune collegata alla campana d’allarme (si scoprirà in seguito che era una delle funi usate per le impiccagioni ai tempi del giudice) un enorme ratto che va ad accovacciarsi su un sedia dall’alto schienale e lo fissa con occhi cattivi, quasi quanto quelli del ritratto del giudice.

“Ah, certamente, è proprio quella! E’ di sicuro la casa del giudice.’’ Le domandò di parlargli di quel luogo,  del perché si chiamava così, e di che cosa ci fosse a suo detrimento. Lei gli disse che la gente del luogo la chiamava così in quanto molti anni prima – quanti non era in grado di dire, provenendo lei stessa da un’altra parte del territorio, ma pensava che dovessero essere cento o più – era stata la dimora di un giudice che era molto temuto per le sue severe sentenze e per la sua ostilità verso i detenuti che erano trascinati in assise.”

“Aye, sure enough – sure enough the very place! It is the Judge’s House sure enough.’’ He asked her to tell him about the place, why so called, and what there was against it. She told him that it was so called locally because it had been many years before – how long she could not say, as she was herself from another part of the country, but she thought it must have been a hundred years or more – the abode of a judge who
was held in great terror on account of his harsh sentences and his hostility to prisoners at Assizes”

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