The Jelly-bean + The Curious Case of Benjamin Button | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Francis Scott Fitzgerald
The Jelly-bean + The Curious Case of Benjamin Button
Jelly bean + Il curioso caso di Benjamin Button
Anno di pubblicazione: 2016
FORMATI DISPONIBILI
The Jelly-bean + The Curious Case of Benjamin Button
Voti: 20, Media: 5.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Francis Scott Key Fitzgerald nasce il 24 settembre 1896 a Saint Paul, nel Minnesota, da famiglia benestante. Nel 1917 abbandona Princeton per arruolarsi, ma viene inviato in Kansas, quindi in Alabama, dove nel 1918 conosce Zelda Sayre. Dopo il congedo si reca a New York, poi a Saint Paul, dove riscrive il romanzo Di qua dal paradiso (1920), in precedenza rifiutato.

Nello stesso anno sposa Zelda e nel 1921 nasce la figlia Frances. Il timore che l’incantesimo di una vita dorata tra Long Island e Parigi stia per spezzarsi è espresso in Belli e dannati, pubblicato nel 1922 come la raccolta Racconti dell’età del jazz. Nel 1924 i Fitzgerald si trasferiscono in Costa Azzurra, dove viene completato Il grande Gatsby (1925).

Non sono però anni felici. Scott è dipendente dall’alcol e Zelda soffre di un grave disturbo psichiatrico, per cui nel 1930 è ricoverata in una clinica per malattie mentali. Con il romanzo Tenera è la notte (1934) Fitzgerald non riesce a riconquistare il pubblico, ritrovandosi solo e dimenticato. Nel 1937 si trasferisce a Hollywood come sceneggiatore e incontra la giornalista Sheilah Graham, con cui ha una relazione. Muore per un attacco cardiaco il 21 dicembre 1940 a Hollywood, lasciando incompiuto L’amore dell’ultimo milionario (1941).

The Jelly-bean – Jelly bean

Tarleton, Georgia, è una sonnacchiosa cittadina di fantasia del vecchio Sud. Qui si sviluppa la storia di Jim Powell, il Jelly-bean del titolo, un perdigiorno locale di buona ma decaduta famiglia. La sua controparte femminile è l’affascinante Nancy Lamar, che mentre lascia “una scia di cuori spezzati da Atlanta a New Orleans” sogna una vita lussuosa e raffinata in Inghilterra.

Sono questi i personaggi simbolici di un mondo in bilico tra la stanca fedeltà alle tradizioni del Sud e le incalzanti trasformazioni della nuova America dei Roaring Twenties, vivace, dinamica, spensierata, orgogliosamente sicura di sé (almeno fino al brusco disinganno del crollo di Wall Street del ’29). Tra i fumi dell’alcol e la foga del gioco d’azzardo sembra nascere un flirt tra Jim e Nancy ma, nonostante la promessa dell’amore che sembra motivare il protagonista a emendarsi dalla sua indolenza incancrenita, il “mollaccione” va incontro a uno scacco definitivo.

D’altra parte il destino amaro di Jim Powell è anche la sorte incerta di tutta una parte della società del Sud degli Stati Uniti, incapace di fare i conti con la modernità. Fitzgerald, pur non risparmiando critiche nei riguardi di quel mondo, ne è intimamente attratto. Anche se nato e cresciuto nel Nord degli Stati Uniti, infatti, aveva subito l’influenza del padre, originario del Maryland, e soprattutto aveva sposato nel 1920 Zelda Sayre, nata a Montgomery, in Alabama, la citt che secondo la maggioranza della critica ha offerto allo scrittore il modello fondamentale per concepire Tarleton.

“Jelly-bean” is the name throughout the undissolved Confederacy for one who spends his life conjugating the verb to idle in the first person singular: I am idling, I have idled, I will idle.

“Jelly-bean” è il nome dato, in tutta la non disciolta Confederazione, a chi passa la vita a coniugare il verbo oziare alla prima persona singolare: io ozio, io ho oziato, io ozierè.

 

The Curious Case of Benjamin Button – Il curioso caso di Benjamin Button

Racconta Fitzgerald che lo spunto per questo racconto gli venne da un’osservazione di Mark Twain, secondo cui “era un peccato che la parte migliore della nostra vita venisse all’inizio e la peggiore alla fine”. La storia è decisamente surreale: il primogenito di Roger Button, compassato membro dell’upper class di Baltimora, è infatti in tutto e per tutto un settuagenario, non solo nelle sembianze e negli acciacchi, ma anche nelle attitudini e nei passatempi.

La produzione di Fitzgerald è segnata profondamente dalla dicotomia tra le promesse della giovinezza e le delusioni dell’età matura, e proprio in questo nodo si trova una delle possibili chiavi di lettura del racconto, riottoso a una rigida classificazione di genere, ossia il tema dell’illusione. Se alcuni critici hanno posto l’accento sul tono satirico della vicenda, altri più accorti vi hanno ravvisato una sorta di parabola sull’American Dream, di cui gli scrittori della Lost Generation, tra cui appunto Fitzgerald, avvertivano gli scricchiolii ancor prima della Grande Depressione. Anche rovesciando la clessidra e facendo scorrere il tempo all’indietro, infatti, si scopre con amarezza che solo per una manciata di anni nell’arco di un’intera esistenza si gode di quell’energia e di quella saggezza pratica su cui si fonda il mito della produttività e dunque, nella società moderna, la felicità.

“Good Lord!” he said aloud. The process was continuing. There was no doubt of it – he looked now like a man of thirty. Instead of being delighted, he was uneasy – he was growing younger.

“Buon Dio!” disse ad alta voce. La trasformazione proseguiva. Non c’erano dubbi: ora il suo aspetto era quello di un trentenne. Invece di rallegrarsene, provò disagio… stava ringiovanendo.

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