The James Dean Garage Band – La James Dean Garage Band | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Rick Moody
The James Dean Garage Band – La James Dean Garage Band
Data di pubblicazione: 25/9/2015
FORMATI DISPONIBILI
The James Dean Garage Band – La James Dean Garage Band
Voti: 1, Media: 1.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Hiram Frederick Moody nasce a New York il 18 ottobre 1961 e cresce nel Connecticut. Laureatosi alla Columbia University (1986), esordisce con il romanzo di formazione Garden State (1992), centrato sulle travagliate vicende di un gruppo di adolescenti nel New Jersey.

Affermatosi con The Ice Storm (1994, da cui il regista Ang Lee ha tratto l’omonimo film), la raccolta The Ring of Brightest Angels Around Heaven (1995, di cui fa parte il racconto qui proposto) e il romanzo Purple America (1996), ritratto impietoso della crisi della società americana, pubblica poi la raccolta Demonology (2001) e i romanzi The Diviners (2005) e The Four Fingers of Death (2010).

Nel 2012 vince il premio Fernanda Pivano. Oltre che opere di narrativa, Moody ha scritto un memoriale (The Black Veil: A Memoir with Digressions, 2002) e saggi di critica musicale (On Celestial Music: And other Adventures in Listening, 2012).

Inserito dal New Yorker nella lista dei venti scrittori americani del XXI secolo, Rick Moody non ha paura di sperimentare e di provocare il lettore: le sue opere sono temerarie nell’impianto, originali per personaggi e tematiche, variegate nello stile. La short story qui proposta, The James Dean Garage Band, oltre che appassionata dichiarazione d’amore per la musica da parte dell’autore (e infatti Moody è anche musicista, compositore e critico musicale), è una spassosa satira della società americana, dei suoi idoli, dei suoi luoghi comuni e dei suoi pregiudizi. Il racconto prende spunto dal mito di James Dean, qui rappresentato come atipico divo del cinema, perennemente in bilico tra il desiderio di sfuggire a una fama mediatica ormai asfissiante e il bisogno di assaporare il successo e le comodità.

Cosa sarebbe accaduto se James Dean fosse sopravvissuto a quel tragico incidente automobilistico? Si sarebbe rialzato e sarebbe scappato di corsa, fino a raggiungere Lost Hills, un paese di mille anime, dedite perlopiù al bere. Lì, in un capanno isolato, avrebbe incontrato uno sgangherato trio di giovani musicisti che gli avrebbero fatto imbracciare una Telecaster del 1952 e l’avrebbero convinto a esibirsi nel jazz club del paese.

Per l’insolita e avanguardistica band comincia così una serie di (dis)avventure artistiche, intrecciate a rivalità e dissapori, crisi personali e un eccentrico cammino spirituale dall’esito incerto.

Dean told us he was James Dean and explained how he’d made a pretty good movie called Rebel Without a Cause, and that he was looking for some peace and quiet, and, well, if you wanted to know the truth, he was dodging this reputation, man, he was fighting off the calculation and spiritual impoverishment of fame, yep, and he had gotten into this accident…

Dean ci disse di essere James Dean e ci spiegò che aveva fatto un film niente male intitolato Gioventù bruciata, e che stava cercando un po’ di pace e di relax e, be’, se volete sapere la verità, stava cercando di sottrarsi alla sua stessa fama, stava resistendo all’artificiosità e all’impoverimento spirituale del successo, eh sì, e aveva avuto quest’incidente…

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