The Inn of the Two Witches – La locanda delle due streghe | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Joseph Conrad: The Inn of the Two Witches
Joseph Conrad
The Inn of the Two Witches – La locanda delle due streghe
Anno di pubblicazione: 2008
FORMATI DISPONIBILI
The Inn of the Two Witches – La locanda delle due streghe
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CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Joseph Conrad, pseudonimo anglicizzato di Teodor Józef Konrad Korzeniowski, nasce a Berdiev, in Ucraina, nel 1857, da famiglia polacca di antica nobiltà terriera, rimasto presto orfano sia di madre che di padre, viene affidato alla tutela di uno zio e compie gli studi secondari a Cracovia.

Nel 1874, spinto da un’irresistibile vocazione, parte per Marsiglia, dove si imbarca come marinaio. Nel 1878 passa alla marina mercantile inglese, nella quale raggiunge la qualifica di capitano di lungo corso. Per quasi vent’anni compie lunghissimi viaggi per mare, soprattutto nell’arcipelago malese e in Africa.
Nel 1896 lascia la marina e si dedica a tempo pieno all’attività letteraria, riscuotendo un buon successo di pubblico e di critica.
Muore a Bishopsbourne, presso Canterbury, nel 1924.

In La locanda delle Streghe, il racconto qui presentato, si respirano atmosfere napoleoniche. Scritto nel 1913, il racconto è ambientato in Spagna, durante la guerra ivi combattuta dal 1808 al 1814 fra i ribelli iberici appoggiati dall’Inghilterra e le truppe d’occupazione francesi.

Un ufficiale inglese, Edgar Byrne, sbarca col suo fido attendente e amico Cuba Tom sulla costa settentrionale della Spagna, per prendere contatto con un capo ribelle.
Trovata una guida, ma non un mulo per affrontare il difficile viaggio in montagna, manda avanti da solo il marinaio e si accinge a tornare alla sua goletta, quando uno strano ometto lo avvicina e lo mette in guardia circa una locanda che si trova a metà strada, in cui due vecchie zie dell’oste del paese svolgerebbero pratiche sataniche con la complicità del nipote.

Preoccupato, Byrne si mette alla ricerca di Cuba Tom e giunge alla locanda, ma qui scoprirà tutto l’orrore misterioso di quel luogo, in un crescendo di tensione che assume infine toni vagamente horror.
Certamente un divertissement, questo racconto, in cui Conrad si fa prendere pienamente dal piacere di narrare e di inventare. Ed è un piacere che si comunica tangibilmente a noi lettori, incapaci di staccarcene fino alla fine, e pur sempre consapevoli dell’altissima qualità letteraria di ciò che andiamo leggendo.

“Erano orribili. Vi era qualcosa di grottesco nella loro decrepitezza. Le bocche sdentate, i nasi adunchi, la secchezza della strega operosa, e le pendule guance giallastre dell’altra (quella ferma, con la testa  tremante) sarebbero state risibili se la vista del loro terribile degrado fisico non fosse stata spaventosa per gli occhi…”
“They were horrible. There was something grotesque in their decrepitude. Their toothless mouths, their hooked noses, the meagreness of the active one, and the hanging yellow cheeks of the other (the still one, whose head trembled) would have been laughable if the sight of their dreadful physical degradation had not been appalling to one’s eyes…”

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