The Heathen – Il pagano | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
London - The Heathen
Jack London
The Heathen – Il pagano
Anno di pubblicazione: 2011
FORMATI DISPONIBILI
The Heathen – Il pagano
Voti: 1, Media: 4.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Jack London nasce a San Francisco nel 1876.
Figlio illegittimo, vive un’infanzia difficile e un’adolescenza abbandonata a se stessa.

Compie studi irregolari e nel 1893 si imbarca come marinaio su un mercantile diretto in Oriente. Tornato in America, cambia continuamente lavoro, finché nel 1897 si unisce a una spedizione di cercatori d’oro nel Klondike.

Dopo meno di un anno si ammala di scorbuto e torna a Oakland, dove riprende la sua vita errabonda.
Nel 1904 è in Giappone, come corrispondente per la catena Hearst dalla guerra russo-giapponese. Nel 1907 compie un lungo viaggio nei Mari del Sud, che durerà quasi due anni.

Grazie ai proventi derivanti dai suoi successi letterari, nel 1910 acquista un ranch a Glen Ellen, in California, dove si ritira a vivere occupandosi attivamente di agricoltura.

Compie comunque altri viaggi alle Hawai e nei Mari del Sud. Sofferente per problemi renali dovuti all’abuso di alcol, muore nel 1916 a Glen Ellen, per un’overdose, forse volontaria, di morfina.

Il pagano, datato 1908, si svolge fra Tahiti, Bora Bora, le isole Paumotu e le Salomone.

Esotismo a spiovere, si potrebbe pensare. E invece non è così.
L’approccio di London a quei luoghi remoti è strettamente realista, privo del benché minimo compiacimento estetizzante.

In fondo, Il pagano è il racconto di un’amicizia, quella fra Charley, mercante di perle americano e Otoo, indigeno di Bora Bora, e unico pagano rimasto, appunto, fra i suoi compaesani più o meno violentemente evangelizzati.

L’amicizia nasce in condizioni estreme, quelle del naufragio di una goletta carica di conchiglie di madreperla e di uomini, che incappa prima in una bonaccia e poi in un uragano, e che sotto la forza del mare e del vento va letteralmente in pezzi.

I viaggiatori, già decimati da un’epidemia di vaiolo scoppiata durante la bonaccia, si disperdono nei marosi, e solo Charley e Otoo, dopo indicibili sofferenze, riusciranno ad arrivare a riva grazie al portello di un boccaporto della goletta, che l’americano aveva generosamente condiviso con l’indigeno.

“Era un oceano mai sognato dall’uomo, quell’occhio del ciclone. Era un caos immane. Era anarchia. Era una bolgia infernale d’acqua di mare impazzita.”

“It was no ocean any man had ever dreamed of, that hurricane center. It was confusion thrice confounded. It was anarchy. It was a hell-pit of sea-water gone mad.”

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