The Heathen + The Mexican | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Jack London
The Heathen + The Mexican
Il pagano + Il messicano
Anno di pubblicazione: 2016
FORMATI DISPONIBILI
The Heathen + The Mexican
Voti: 13, Media: 5.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

John Griffith Chaney nasce a San Francisco il 12 gennaio 1876. Disconosciuto dal padre, cresce a Oakland, in California, con la madre e il suo nuovo compagno, da cui prende il cognome London.

Dopo alcuni anni di lavori saltuari, nel 1893 si imbarca come marinaio su un mercantile diretto in Giappone. Tornato negli Stati Uniti, studia da autodidatta e abbraccia la dottrina socialista. Dopo un solo anno all’università di Berkeley, nel 1897 si unisce a una spedizione di cercatori d’oro nel Klondike, ma non ha fortuna e l’anno successivo rientra a San Francisco.

Decide di guadagnarsi da vivere scrivendo: i suoi racconti, pubblicati sulle riviste, ottengono da subito un vasto riconoscimento; lo stesso dicasi per il romanzo The Call of the Wild (1903). Nel 1904, durante la guerra russo-giapponese, salpa per la Corea come corrispondente per il San Francisco Examiner. Tra il 1907 e il 1909 viaggia nei mari del Sud; nel frattempo continua a dedicarsi alla scrittura (White Fang, 1906; The Iron Heel, 1908; Martin Eden, 1909). Tornato negli Stati Uniti, acquista un ranch a Glen Ellen, in California, dove costruisce una grande magione; qui muore il 22 novembre 1916 in circostanze non chiarite, forse suicida, distrutto da problemi legati all’alcolismo.

The Heathen – Il pagano

Il pagano, datato 1908, si svolge fra Tahiti, Bora Bora, le isole Paumotu e le Salomone.

Esotismo a spiovere, si potrebbe pensare. E invece non è così.
L’approccio di London a quei luoghi remoti è strettamente realista, privo del benché minimo compiacimento estetizzante.

In fondo, Il pagano è il racconto di un’amicizia, quella fra Charley, mercante di perle americano e Otoo, indigeno di Bora Bora, e unico pagano rimasto, appunto, fra i suoi compaesani più o meno violentemente evangelizzati.

L’amicizia nasce in condizioni estreme, quelle del naufragio di una goletta carica di conchiglie di madreperla e di uomini, che incappa prima in una bonaccia e poi in un uragano, e che sotto la forza del mare e del vento va letteralmente in pezzi.

I viaggiatori, già decimati da un’epidemia di vaiolo scoppiata durante la bonaccia, si disperdono nei marosi, e solo Charley e Otoo, dopo indicibili sofferenze, riusciranno ad arrivare a riva grazie al portello di un boccaporto della goletta, che l’americano aveva generosamente condiviso con l’indigeno.

“Era un oceano mai sognato dall’uomo, quell’occhio del ciclone. Era un caos immane. Era anarchia. Era una bolgia infernale d’acqua di mare impazzita.”

“It was no ocean any man had ever dreamed of, that hurricane center. It was confusion thrice confounded. It was anarchy. It was a hell-pit of sea-water gone mad.”

The Mexican – Il messicano

Jack London scrisse Il messicano nel 1911, praticamente in presa diretta sugli avvenimenti cui il racconto fa riferimento: in quello stesso anno, infatti, i rivoluzionari guidati da Francisco Madero rovesciarono in Messico la quasi quarantennale dittatura di Porfirio Díaz, dando inizio a un sanguinoso turbine di guerre civili che si sarebbe protratto fino al 1924.

Lo scrittore era ovviamente tutto dalla parte della Junta dei cospiratori, e non pose tempo in mezzo per fornirle un eroe narrativo.
Il quale è Felipe Rivera, un ragazzo diciottenne coperto di miseri stracci, che svolge le mansioni più umili pur di lavorare per la rivoluzione.

Ma il ragazzo, all’insaputa dei suoi capi, tira di boxe ed è anche piuttosto bravo.
E tutti i guadagni che gli derivano dagli incontri vinti li utilizza per incrementare le dissestate finanze della Junta, senza mai rivelarne la provenienza.

“Non lasciarti impressionare” lo mise in guardia Spider. “E ricorda le istruzioni. Devi resistere. Non rimanere a terra. Se rimani a terra abbiamo istruzioni di riempirti di botte negli spogliatoi. Chiaro? Devi lottare.”

“No gettin’ scared,” the Spider warned. “An’ remember instructions. You gotta last. No layin’ down. If you lay down, we got instructions to beat you up in the dressing rooms. Savve? You just gotta fight.”

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