The Haunted House – La casa dei fantasmi | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Charles Dickens: The Haunted House
Charles Dickens
The Haunted House – La casa dei fantasmi
Anno di pubblicazione: 2009
FORMATI DISPONIBILI
The Haunted House – La casa dei fantasmi
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CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Charles Dickens nasce a Landport, presso Portsmouth, nel 1812, da famiglia impiegatizia. Dopo qualche anno trascorso nel Kent, nel 1823 si trasferisce con la famiglia a Londra, dove l’anno dopo il padre è imprigionato per debiti.

Moglie e figli lo seguono in carcere, ad eccezione di Charles, che viene mandato dal tribunale a lavorare come operaio in una fabbrica di lucido da scarpe.
Dopo qualche mese il padre viene liberato, e il ragazzo può tornare ai suoi studi forzatamente interrotti.

Dopo una breve esperienza in uno studio legale, nel 1829 diviene stenografo parlamentare e collaboratore di alcuni giornali.
Nel 1834 viene assunto come cronista dal “Morning Chronicle”, e due anni dopo sposa Catherine Hogarth, figlia del direttore del suo giornale, che gli darà dieci figli.

Nel 1842 trascorre con la moglie sei mesi in America, e nel 1847 diviene presidente del Mechanics’ Institute di Londra.
Negli ultimi anni della sua vita si dedica a lunghi tours di letture pubbliche, richiestissime in Inghilterra e negli Stati Uniti. Sofferente di cuore, muore a Londra nel 1870.

La casa dei fantasmi uscì nel 1859, come primo numero natalizio di All the Year Round. L’edizione originale, quasi un romanzo per dimensioni, constava di otto capitoli.

Quello introduttivo, una sorta di “cornice”, è intitolato I mortali nella casa: l’io narrante parla di una casa della campagna inglese, affittata per sei mesi a buon prezzo proprio per la sua fama di essere infestata dai fantasmi.

Ma lui, incredulo e scettico, vi convoca alcuni amici di provata fiducia per sfatare ogni leggenda, e li colloca ognuno in una delle sette stanze della casa.
Seguono perciò sette capitoli, intitolati ciascuno al fantasma residente in ogni stanza, più una paginetta di conclusione.

Ma non tutti i capitoli erano scritti da Dickens: attirati dalla sua fama e dal suo successo, vari scrittori più o meno fortunati di ghost stories si erano prestati a scrivere ognuno un capitolo, tanto è vero che lo stesso Dickens qualifica onestamente l’“extra Christmas number” della rivista come “conducted” (ossia diretto, coordinato) da lui, evidentemente declinando un’autorialità che non gli apparteneva in toto.

Dopo qualche tempo, però, la lusinga autoriale deve essersi fatta sentire, ed ecco allora una nuova edizione del racconto, stavolta ridotto a due capitoli, I mortali nella casa e Il fantasma nella stanza di Padron B., che erano i soli scritti di suo pugno (a parte la paginetta conclusiva) nell’edizione del 1859.

“Insomma, dapprincipio fui ossessionato dalla lettera B.
Non ci volle molto per accorgermi che non avevo mai sognato nemmeno per caso Padron B. o qualunque cosa gli appartenesse. Ma nell’istante in cui mi destavo dal sonno, a qualunque ora della notte, i miei pensieri si impadronivano di lui e vagavano via, cercando di ricollegare la sua iniziale a qualcosa che le calzasse e la mettesse a tacere.”

“So, from the first, I was haunted by the letter B.
It was not long before I remarked that I never by any hazard had a dream of Master B., or of anything belonging to him. But, the instant I awoke from sleep, at whatever hour of the night, my thoughts took him up, and roamed away, trying to attach his initial letter to something that would fit it and keep it quiet.”

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