The Cop and the Anthem – The Ransom of Mack – One Thousand Dollars | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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O. Henry
The Cop and the Anthem – The Ransom of Mack – One Thousand Dollars
Il poliziotto e il salmo - Il riscatto di Mack - Mille dollari
Anno di pubblicazione: 2013
FORMATI DISPONIBILI
The Cop and the Anthem – The Ransom of Mack – One Thousand Dollars
Voti: 6, Media: 3.33
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

O. Henry, pseudonimo di William Sydney Porter, nasce a Greensboro, nel North Carolina, l’11 settembre 1862 da una famiglia di umili origini. Rimasto orfano di madre a soli tre anni, di salute cagionevole, viene accolto dalla nonna paterna e dalla zia; nel 1881 ottiene il diploma di farmacista e nel 1884 si trasferisce a Austin, in Texas, dove svolge vari lavori, coltivando nel contempo la sua predisposizione artistica e iniziando a scrivere.

Assunto nel 1891 come cassiere e contabile dalla First National Bank, si dedica contemporaneamente al suo settimanale umoristico The Rolling Stone. Trasferitosi con la famiglia a Houston nel 1895, inizia a scrivere per il Post, ma viene accusato di appropriazione indebita di fondi della banca presso cui aveva lavorato e, dopo un periodo passato da latitante a New Orleans e poi in Honduras, viene condannato a cinque anni di prigione.

In carcere pubblica quattordici racconti sotto vari pseudonimi, tra cui O. Henry. Scontata la pena, ridotta a tre anni per buona condotta, nel 1902 si trasferisce a New York, dove scrive oltre trecentottanta racconti, dapprima pubblicati su giornali e riviste, poi raccolti in volumi (Cavoli e re, 1904; I quattro milioni, 1906; Cuore del West, 1907). I suoi spaccati della società newyorkese, con frequente ricorso al grottesco, sono spesso permeati da un allegro ottimismo. Negli ultimi anni di vita Porter ha problemi di alcolismo e muore per cirrosi epatica a New York il 5 giugno 1910.

Con lo pseudonimo di O. Henry, William Sidney Porter firmò centinaia di short stories costruite come meccanismi ineccepibili, mondi regolati da un perfetto tempismo in cui le piccole ironie della vita sono condensate in un unico singolo incidente o contrattempo, rappresentato dal twist ending.

Questo rigido modello – tra le cifre stilistiche immediatamente riconoscibili dell’autore americano, insieme all’uso di espressioni dialettali, giochi di parole, neologismi – riscosse un enorme successo all’inizio del Novecento, ma ben presto cedette il passo a una narrativa più complessa, meno stereotipata, che non temeva di indagare il lato oscuro della realtà facendosi portavoce delle nuove tensioni sociali e scavando nelle profondità psicologiche di personaggi sfaccettati. Ciò nonostante, le sue storie hanno continuato a ispirare l’industria cinematografica e poi anche televisiva. Brevi e dal ritmo veloce, con un intreccio semplice e chiaro, i racconti di O. Henry sono ascrivibili a una letteratura di evasione pacata, mai aggressiva o scioccante: lo sguardo bonario, il tono amabile, la brillante comunicativa, il gusto genuino per l’iperbole e l’improbabile rendono le opere di questo scrittore americano estremamente godibili, perfette per momenti piacevoli di ozio.

[...] Soapy walked past the policeman overcome with gloom. He seemed doomed to liberty.

[…] Soapy passò davanti al poliziotto, sopraffatto dalla tetraggine: sembrava condannato alla libertà.

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