Territory – Territorio | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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David Leavitt
Territory – Territorio
Data di pubblicazione: 7/8/2015
FORMATI DISPONIBILI
Territory – Territorio
Voti: 14, Media: 3.29
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

David Leavitt nasce il 23 giugno 1961 a Pittsburgh, in Pennsylvania, da una famiglia di origine ebraica proveniente dalla Lituania. Cresciuto in California, a Palo Alto, dove il padre insegna alla Stanford University, si laurea alla Yale University e comincia a pubblicare giovanissimo, ottenendo subito un grande successo di pubblico e di critica.

Territory, la sua prima short story, che qui proponiamo, è pubblicata sul New Yorker nel 1982. Scrittore dichiaratamente gay, affronta tematiche legate all’omosessualità.

Dopo la raccolta Family Dancing (1984), che include Territory, pubblica, tra gli altri, The Lost Language of Cranes (1986), A Place I’ve Never Been (1990), While England Sleeps (1993, 1995), The Page Turner (1999), The Indian Clerk (2007), The Two Hotel Francforts (2013).

Quando David Leavitt debutta con Territory sul New Yorker del 31 maggio 1982 è ancora studente a Yale, ma riesce subito ad attirare interesse e a suscitare scalpore. Si potrebbe pensare che la ragione di tali attenzioni stia nel fatto che questa è una delle prime storie, se non la prima in assoluto, apparse sull’autorevole rivista ad avere come protagonista un gay, il giovane Neil Campbell.

Ma se è vero che il racconto è incentrato sul problema del riconoscimento e dell’accettazione della sessualità di Neil da parte della madre, a ben guardare in Territory è determinante l’ambiente: un panorama di quartieri residenziali abitati da famiglie della upper-middle class. L’attenzione di Leavitt è rivolta quindi in buona misura allo sfondo della vicenda più che agli eventi stessi: la novità del racconto sta nella scelta di far agire i personaggi gay non in un “ghetto” stereotipato, ma nella “normalità” di famiglie che mostrano però tutta la loro precarietà e disfunzionalità.

Proprio nel “territorio” solo apparentemente favorevole della famiglia, cioè in pratica della madre – figura chiave della narrativa di Leavitt – emerge il tentativo di Neil di riconciliare, in primo luogo dentro di sé, il ragazzo che la madre conosce con l’uomo che ama un altro uomo, e che la madre vuole nei fatti ignorare. Qui come nelle sue altre opere, Leavitt non teme di rappresentare i lati meno piacevoli dei rapporti tra le persone, dalle crude conflittualità alle inevitabili tenerezze.

And if the lot of mothers was to expect nothing in return, was the lot of sons to return nothing?

E se il destino delle madri era quello di non aspettarsi niente in cambio, il destino dei figli era dunque quello di non restituire niente?

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