Reb Kringle + For the Relief of Unbearable Urges | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Nathan Englander
Reb Kringle + For the Relief of Unbearable Urges
Babbo Rebbe + Per alleviare insopportabili impulsi
Data di pubblicazione: 28/8/2015
FORMATI DISPONIBILI
Reb Kringle + For the Relief of Unbearable Urges
Voti: 3, Media: 3.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Nathan Englander nasce a New York nel 1970, crescendo in una famiglia appartenente alla comunità ebraica ortodossa, e negli anni Novanta si trasferisce a Gerusalemme, dove vive per alcuni anni prima di tornare nella sua città natale.

L’appartenenza alla comunità ebraica segna profondamente la sua opera, fin dalla sua prima raccolta di racconti, For the Relief of Unbearable Urges (1999), che gli vale il convinto apprezzamento della critica. Dopo il romanzo The Ministry of Special Cases (2007), nel 2012 con il racconto What We Talk About When We Talk About Anne Frank, pubblicato nella raccolta omonima, vince il Frank O’Connor International Short Story Award. Nello stesso anno debutta la sua commedia The Twenty-Seventh Man.

In Reb Kringle si legge di un rabbino che viene costretto dalla moglie e dal bisogno urgente di denaro a indossare ogni anno un costume per andare a impersonare in un grande magazzino un ruolo non troppo congeniale alla sua fede e al suo amor proprio, salvo poi non riuscire un bel giorno, di fronte a un fatto inaspettato, a sopportare più la situazione;

in For the Relief of Unbearable Urges possiamo invece seguire la storia di un marito sull’orlo di una crisi coniugale per il rifiuto persistente della consorte di avere rapporti con lui, che poi, seguendo il consiglio e l’autorizzazione del suo rabbino, si decide a esplorare vie alternative per “alleviare insopportabili impulsi” (ma la cosa non andrà esattamente nel modo sperato).

L’esperienza dell’infanzia e dell’adolescenza, passate in una comunità ebrea ortodossa, e la successiva radicale trasformazione in un “ateo timorato di Dio” spiegano bene l’atteggiamento di Englander nei confronti del “suo” mondo, verso cui dimostra insieme ironico scetticismo e una evidente empatia, se non anche simpatia. È in particolare lo scarto tra le esigenze più naturali e umane e la fedeltà alle norme della tradizione, così come il problema dell’interpretazione di queste norme, con tutte le complicazioni anche più banali che ne derivano, quello che interessa a Englander; egli dimostra la sua massima abilità di scrittore quando rappresenta i suoi personaggi, ebrei ortodossi, di fronte a situazioni di crisi – spirituale, morale, emotiva, sessuale – che con più forza mettono in luce contraddizioni e paradossi.

She’d see to it. Itzik was Santa until the end of the season, whether he lost his throne or not.

Glielo avrebbe fatto vedere lui. Itzik sarebbe stato Babbo Natale fino alla fine della stagione, con o senza trono.

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