Odour of Chrysanthemus – Odore di crisantemi | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Lawrence - Odour of Chrysanthemus
David H. Lawrence
Odour of Chrysanthemus – Odore di crisantemi
Anno di pubblicazione: 2010
FORMATI DISPONIBILI
Odour of Chrysanthemus – Odore di crisantemi
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CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

David Herbert Lawrence nasce a Eastwood, presso Nottingham, nel 1885, figlio di un minatore e di una maestra di scuola.
Acquisito a Nottingham il diploma magistrale, comincia a lavorare come maestro, ma nel 1911, a causa di continue polmoniti, deve dimettersi.

Nel 1912 incontra Frieda von Richtofen, appartenente a una delle più ricche e antiche famiglie nobiliari tedesche e nel 1914, ottenuto lei il divorzio dal precedente marito, la sposa.

Nel 1917 viene espulso dall’Inghilterra per il suo pacifismo e per la nazionalità tedesca della moglie, e si dà con lei a una vita errabonda, soggiornando in Italia, Austria e Germania.

Nel 1922 si imbarca per l’India e di lì raggiunge prima l’Australia e poi San Francisco, quindi nel 1923 si stabilisce a Chapala, in Messico.

Nel 1924 elegge con Frieda la sua dimora a Londra, ma continua a viaggiare ininterrottamente, toccando Parigi, di nuovo l’America e di nuovo il Messico.

Si ammala nel frattempo di tubercolosi, e nel 1926 si trasferisce, cercando un clima più consono, prima a Spotorno e poi a Scandicci, presso Firenze.

Ma nel 1928 riprende le sue peregrinazioni, in Svizzera, in Germania e in Costa Azzurra. All’inizio del 1930 le sue condizioni si aggravano, e viene ricoverato nel sanatorio di Vence, dove muore nel marzo dello stesso anno.

Nel paesaggio desolato di una zona carbonifera dell’interno dell’Inghilterra, una donna incinta aspetta coi due figlioletti che il marito minatore, come ogni sera, rincasi.
E come ogni sera l’uomo si fa attendere, vista la sua abitudine di passare dopo il lavoro nell’unico pub del villaggio, e di uscirne a tarda ora completamente ubriaco.

Così si apre Odore di crisantemi, racconto scritto da David Herbert Lawrence nel 1914, forse tra i più “misteriosi” e sottilmente simbolici dell’autore.

Non è infatti tanto ciò che vi accade ad assorbire l’interesse dello scrittore, quanto le atmosfere, le cose non dette, i piccoli o grandi soprassalti dell’animo, le sensazioni più profonde e magari inconfessabili che si affollano nella psiche di fronte a un dramma familiare.

Già, perché quella sera il marito non torna. Quando il ritardo comincia a farsi davvero inconsueto, Elizabeth mette a letto i bambini e si avventura in cerca di notizie, ma invano: al pub non si è visto, e all’uscita della miniera i suoi compagni di squadra lo precedevano, e pensavano che sarebbe salito col gruppo successivo.

Si vanno insomma delineando sempre più insistenti i presagi di una tragedia, che in effetti non tarda a confermarsi.

“La locomotiva fischiò quando giunse alla distesa di binari presso la miniera di carbone, dove sostavano i vagoni. I minatori, chi da solo, chi in fila o in gruppo, passavano come ombre, dirigendosi verso casa.”

The engine whistled a sit came into the wide bay of railway lines beside the colliery, where rows of trucks stood in harbour. Miners, single, trailing and in groups, passed like shadows diverging home.”

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