Love of Life – Amore per la vita | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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Jack London
Love of Life – Amore per la vita
Data di pubblicazione: 2/10/2015
FORMATI DISPONIBILI
Love of Life – Amore per la vita
Voti: 11, Media: 3.82
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

John Griffith Chaney nasce a San Francisco il 12 gennaio 1876. Disconosciuto dal padre, cresce a Oakland, in California, con la madre e il suo nuovo compagno, da cui prende il cognome London.

Dopo alcuni anni di lavori saltuari, nel 1893 si imbarca come marinaio su un mercantile diretto in Giappone. Tornato negli Stati Uniti, studia da autodidatta e abbraccia la dottrina socialista. Dopo un solo anno all’università di Berkeley, nel 1897 si unisce a una spedizione di cercatori d’oro nel Klondike, ma non ha fortuna e l’anno successivo rientra a San Francisco.

Decide di guadagnarsi da vivere scrivendo: i suoi racconti, pubblicati sulle riviste, ottengono da subito un vasto riconoscimento; lo stesso dicasi per il romanzo The Call of the Wild (1903). Nel 1904, durante la guerra russo-giapponese, salpa per la Corea come corrispondente per il San Francisco Examiner. Tra il 1907 e il 1909 viaggia nei mari del Sud; nel frattempo continua a dedicarsi alla scrittura (White Fang, 1906; The Iron Heel, 1908; Martin Eden, 1909). Tornato negli Stati Uniti, acquista un ranch a Glen Ellen, in California, dove costruisce una grande magione; qui muore il 22 novembre 1916 in circostanze non chiarite, forse suicida, distrutto da problemi legati all’alcolismo.

La natura nelle short stories di Jack London – specie quelle ambientate nel Klondike e in altri territori simili – gioca un ruolo fondamentale, non tanto come scenario in cui si muovono i personaggi e accadono gli eventi, quanto piuttosto come una sorta di personaggio in sé, che lancia una sfida all’uomo e alla sua capacita di sopravvivenza.

Nei racconti di London più vicini al naturalismo, tra cui il qui proposto Love of Life, questo schema di contrapposizione tra natura e uomo viene sviluppato nel modo più incisivo. Un cercatore d’oro rimane ferito a una caviglia e viene abbandonato senza una parola dal suo compagno di viaggio; deve quindi fare appello a tutta la propria determinazione per proseguire in direzione della salvezza.

London segue passo passo il nostro “eroe” che arranca nel deserto della tundra mentre l’estate volge al termine, senza equipaggiamento adeguato, senza cibo, circondato da una natura che gli è indifferente nella sua crudezza; ma in realtà lo scrittore racconta un itinerario che si dipana soprattutto nella mente dell’anonimo protagonista, tra i pensieri che ruotano prima lucidamente, poi in modo sempre più confuso a causa della fame e dello sfinimento, intorno a una sola cosa, vivere.

And yet he wanted to live. It was unreasonable that he should die after all he had undergone. Fate asked too much of him. And, dying, he declined to die. It was stark madness, perhaps, but in the very grip of Death he defied Death and refused to die.

Eppure voleva vivere. Era assurdo che morisse dopo tutto quello che aveva patito. Il destino esigeva troppo da lui. In punto di morte, si rifiutò di morire. Forse fu pazzia bella e buona ma lui, ormai nella stretta della Morte, la sfidò rifiutandosi di morire.

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