Je ne parle pas français – Non parlo francese | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
500_Short_Vol_21
Katherine Mansfield
Je ne parle pas français – Non parlo francese
Data di pubblicazione: 18/12/2015
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Je ne parle pas français – Non parlo francese
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CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Kathleen Beauchamp nasce a Wellington (Nuova Zelanda) il 14 ottobre 1888 in una ricca famiglia emigrata dall’Inghilterra. I legami ricordati con più affetto sono con la nonna Margaret Isabella Mansfield Dyer, di cui prende il cognome, e con il fratello Leslie Heron, morto nel 1915, a cui dedicherà la sua casa editrice, la Heron Press.

Nel 1903 si trasferisce con la famiglia a Londra, dove avviene l’incontro con Ida Baker, che si prenderà cura di lei per tutta la vita. Dopo una parentesi a Wellington (1906-9), torna nella capitale inglese e intreccia una relazione con il musicista Garnet Trowell, al cui seguito conduce una vita bohémienne tra Glasgow e Liverpool finché, per intervento della madre, si stabilisce in una stazione termale bavarese; questa le dà l’ispirazione per In a German Pension, che dà il titolo alla raccolta di racconti del 1912.

Di nuovo a Londra, frequenta il Bloomsbury Group e incontra nel 1911 il critico John Middleton Murry, che sposerà nel 1918. La tisi la costringe a lunghi soggiorni in Francia, in Italia e in Svizzera, ma nonostante gli ultimi anni sono molto produttivi: nel 1920 esce la raccolta Bliss and Other Stories; nel 1922 Garden Party and Other Stories. Muore il 9 gennaio 1923 a Fontainebleau.

Je ne parle pas français è un punto di osservazione privilegiato per avvicinarsi alla produzione di Katherine Mansfield e per addentrarsi nelle pieghe della sua vita breve e tumultuosa. Lo spunto biografico che ha ispirato questo racconto è l’incontro tra l’autrice e Francis Carco, mediocre scrittore corso, più famoso per la sua vita da gigolo che per i meriti letterari. Pare che, al momento della presentazione, Katherine avesse pronunciato la frase che poi scelse come titolo per il racconto.

In realtà, i rapporti tra Francis e Katherine andarono ben oltre la formalità del primo incontro, anche se quest’avventura erotico-sentimentale si consumò in pochi giorni e la scrittrice si riconciliò poi con il fidanzato, il critico John Middleton Murry. A partire dalla vita bohémienne di Carco, la penna della Mansfield dà vita all’ambiguo personaggio di Raoul Duquette, giovane scrittore parigino, ambizioso e spregiudicato, che ci racconta la sua amicizia con lo scrittore inglese Dick Harmon, venata per Duquette di una gelosia e una possessività che si possono definire romantiche.

Nelle pagine di questo racconto, denso di potenti figure simboliche, la Mansfield trasfigura in arte vita e memoria, ma soprattutto la propria sensibilità e il proprio punto di vista sulle cose, pur mantenendo un elegante velo di vaghezza che ricorda il “maestro” da lei tanto amato, Henry James.

‘‘Ma dopotutto sei stato tu a farmi un fischio, mi hai chiesto tu di venire! Che bello spettacolo devo aver dato scodinzolando e saltellandoti intorno per poi essere abbandonato in questo modo mentre la nave salpa così, pigra e sognante… Maledetti inglesi!’’

‘‘But after all it was you who whistled to me, you who asked me to come! What a spectacle I’ve cut wagging my tail and leaping round you, only to be left like this while the boat sails off in its slow, dreamy way… Curse these English!’’

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