His Evening Out – La sua serata libera | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
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J.K. Jerome
His Evening Out – La sua serata libera
Data di pubblicazione: 16/10/2015
FORMATI DISPONIBILI
His Evening Out – La sua serata libera
Voti: 3, Media: 4.67
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Jerome Klapka Jerome nasce a Walsall, nelle West Midlands, il 2 maggio 1859. Di famiglia povera, cresce a Londra e dopo la precoce morte dei genitori è costretto a interrompere gli studi ancora giovanissimo e lavorare per mantenersi.

Cambia svariati mestieri, dal manovale all’attore di teatro, dall’insegnante all’impiegato. Si dedica poi alla scrittura, sottoponendo ai giornali articoli e racconti, perlopiù rifiutati fino alla pubblicazione su Home Chimes di saggi umoristici poi raccolti nel volume Idle Thoughts of an Idle Fellow (1886). Sulla stessa rivista esce a puntate anche quello che sarà il più grande successo dell’autore, Three Men in a Boat (To Say Nothing of the Dog) (1889), ispiratogli dal soggiorno in barca sul Tamigi durante la sua luna di miele con Georgina Stanley.

Nel 1892 è chiamato a dirigere The Idler e l’anno successivo fonda To-Day, ma presto deve abbandonare entrambe le riviste per problemi finanziari e una denuncia per diffamazione. Nel 1898 esce Three Man on the Bummel, il sequel del suo primo grande successo letterario, che pure riceve un’accoglienza positiva. Seguono, oltre a vari drammi, il romanzo autobiografico Paul Kelver (1902) e l’autobiografia My Life and Times (1926). Muore a Northampton il 14 giugno 1927.

His Evening Out è una storia basata in sostanza sull’equivoco, anzi su una serie di equivoci, nella migliore tradizione della commedia: John Parable, un uomo politico di orientamento socialista e vicino alla Fabian Society, si innamora di una graziosa ragazza incontrata in un parco, senza avvedersi, almeno in un primo momento, che è niente poco di meno che la sua stessa cuoca; da qui una catena di fraintendimenti basati sulla incongruenza, agli occhi di quasi tutti gli attori, di una relazione tra due persone di livello sociale così differente.

La vicenda, e qui sta uno dei fattori che rendono questa short story un ottimo esempio della maestria di Jerome, non è però raccontata in modo lineare, secondo uno schema narrativo tradizionale, ma viene presentata al lettore come se fosse un resoconto pubblicato su un giornale, in cui si riportano, più o meno testualmente, le parole dei diversi testimoni dei fatti (ma non dei protagonisti).

L’espediente escogitato da Jerome non è naturalmente fine a se stesso; serve invece allo scopo di accentuare l’aspetto satirico di un testo che perciò diventa qualcosa di più di una banale storiella sentimentale (quante volte si è letto di una ragazza di umile condizione sociale che trova l’amore con un uomo di rango più elevato?); con garbo, ma anche con acutezza e grande inventiva, l’autore intende mettere qui in ridicolo il rigido e ottuso classismo radicato nella società britannica, incapace di vedere oltre le convenzioni ciò che è veramente importante.

“I was just ‘Cook’ – something in a cap and apron that he passed occasionally on the stairs. On Thursday he saw me in my best clothes, and fell in love with me. He doesn’t know it himself, poor dear, not yet, but that’s what he’s done.”

“Non ero che la cuoca, qualcosa in cuffia e grembiule che incontrava per caso sulle scale. Giovedì mi ha vista nel mio abito migliore e si è innamorato di me. Non lo sa ancora, poverino, non ancora, ma è stato così.”

 

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