Counterparts – A Mother | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Joyce-Counterparts
James Joyce
Counterparts – A Mother
Controparti - Una madre
Anno di pubblicazione: 2012
FORMATI DISPONIBILI
Counterparts – A Mother
Voti: 5, Media: 4.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

James Joyce nasce a Dublino nel 1882, da famiglia di forte tradizione cattolica e indipendendista.

Studia nei migliori collegi cattolici della città e, conseguita la laurea, nel 1904 si trasferisce a Parigi con la moglie Nora Barnacle, dalla quale avrà due figli, Giorgio e Lucia.

Di lì passa a Zurigo, quindi a Pola, e poi a Trieste, dove rimane dal 1906 al 1915, come insegnante della Berlitz School.

Lì diviene amico, fra gli altri, di Italo Svevo. Allo scoppio della prima guerra mondiale torna a Zurigo, dove conosce e frequenta Ezra Pound.

Dal 1920 si trasferisce a Parigi, e ci rimane per vent’anni, frequentando Valéry-Larbaud, Aragon, Hemingway, Fitzgerald, Beckett e molti altri intellettuali di punta.

Sopravvenuta la seconda guerra mondiale, si trasferisce di nuovo a Zurigo, dove muore nel 1941.

Sia Una madre sia Controparti appartengono ai Dubliners (titolo reso in italiano con Gente di Dublino o Racconti di Dublino), prima opera narrativa di James Joyce uscita nel 1914.

È un Joyce, quindi, alle prime armi, e tuttavia già sorprendentemente attrezzato nel cogliere, nei tratti della vita nella città irlandese che gli aveva dato i natali – ma dalla quale si era autoesiliato a partire dal 1904 – le tracce evidenti della sconfitta definitiva dell’uomo novecentesco.

E la sconfitta, in effetti, aleggia su ambedue i racconti.
È davvero un mondo senza speranza e senza riscatto quello dei Dubliners, che neanche l’ironia sottile profusa dal giovane Joyce riesce a salvare.

L’illuminazione del “flusso di coscienza” e la complessa architettura delle “epifanie”, che celebreranno i loro fasti nell’Ulisse, sono ancora di là da venire.

Qui c’è soltanto, nudo e crudo, quell’universo insensato e feroce la cui rappresentazione è il necessario punto di partenza per persuadersi della necessità di trovare un altro approccio, capace – magari per virtù che non hanno a che fare con questo mondo – di recuperare un significato (l’“epifania”, appunto) per altre vie, squisite o celesti, ma che non abbiano comunque niente da condividere con l’orrore della “vita quale è”, come avrebbe detto Dino Campana.

“She sat amid the chilly circle of her accomplishments, waiting for some suitor to brave it and offer her a brilliant life.”

“Se ne stava lì circondata da quella fredda cortina delle sue abilità in attesa che qualche coraggioso pretendente andasse a salvarla e le offrisse una vita da favola.”

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2 Commenti a Counterparts – A Mother

  1. patrizia benfante

    L’ho ascoltato :utilissimo.Se non tutto,ho capito abbastanza da comprendere il senso.In Counterparts il senso si intuisce proprio alla fine.La struttura linguistica appare netta,pulita:lo speacker la rende bene.Trama interessante,lunghezza adeguata.Consiglio,per chi voglia migliorare la comprensione ,avendo qualche base,di ascoltare e di prendere dopo il libro in mano.

    • alexia

      sono perfettamente d’accordo con te. speriamo che nel 2013 verrà pubblicata un’altra collana così interessante.