Bartleby the Scrivener – Bartleby lo scrivano | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Herman Melville: Bartleby, the Scrivener
Herman Melville
Bartleby the Scrivener – Bartleby lo scrivano
Anno di pubblicazione: 2008
FORMATI DISPONIBILI
Bartleby the Scrivener – Bartleby lo scrivano
Voti: 2, Media: 4.50
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Herman Melville nasce a New York nel 1819. Compiuti i primi studi, si trasferisce con la famiglia ad Albany, dove nel 1832 si impiega in una banca.

Compie studi molto irregolari e nel 1840 si imbarca come marinaio su una baleniera che fa rotta verso i mari del Sud.
Dopo vari imbarchi, anche su navi militari, nel 1844 fa ritorno in America, e si stabilisce con la famiglia a Lansingburgh, presso Albany, ove si dedica a tempo pieno all’attività letteraria.

Nel 1847 sposa Elizabeth Shaw, dalla quale avrà cinque figli.
Nel 1856 compie un lungo viaggio in Europa e in Medio Oriente. La sua fama di scrittore viene appannandosi, e nel 1866 si impiega come ispettore nella Dogana di New York, dove lavorerà fino al 1885. Muore a New York nel 1891.

Bartleby, uno dei sei Racconti della veranda (sta accanto, per intenderci, a Benito Cereno, a La veranda, a Le Encantadas), è appunto un capolavoro assoluto.

Pubblicato in rivista nel 1853, si segnala subito per un’opposizione polare rispetto ai consueti ambienti dei romanzi di Melville: alle distese oceaniche e ai paesaggi esotici subentrano qui palazzi, e muri e muraglioni che impediscono lo sguardo, in una strada newyorchese, Wall Street, che nel suo nome stesso adombra quella medesima chiusura d’orizzonte.
E anzi, è così insistita e dispiegata la descrizione di quei muri tutti uguali, da far pensare a una sorta di autoironia per il cantore esuberante dei paradisi polinesiani.

In Wall Street ha il suo ufficio l’io narrante, un avvocato specializzato in transazioni commerciali e finanziarie, che assume un copista di nome Bartleby senza minimamente sospettare a cosa andrà incontro. Bartleby è infatti inappuntabile, diligente, riservato e gentile.

Ma la prima volta che l’avvocato gli chiede di controllare una copia da lui redatta, egli risponde, tanto educato quanto irremovibile, “Preferirei di no”. Da quel momento in poi i “Preferirei di no” si moltiplicano in progressione geometrica, finché si estendono al suo stesso lavoro: il copista Bartleby si rifiuta di copiare alcunché, ma senza alcuna iattanza o ribellione; se ne sta invece in piedi nel suo angolo, di fronte alla finestra, a fissare indefinitamente il muro di fronte, con una sua lontana, inscalfibile, imperturbabilità. Alle richieste di spiegazioni sempre più affrante dell’avvocato risponde con un silenzio indecifrabile, e continua a dire “Preferirei di no” anche quando il datore di lavoro gli intima di andarsene.

Ma l’avvocato non riesce a infierire; si sente anzi inspiegabilmente solidale col suo strambo impiegato, arriva a proteggerlo come più può, fino a una drammatica conclusione che egli non può evitare, e che gli dà comunque una forte sofferenza.

Bartleby è la pura alterità, è l’innocenza assoluta che non conosce né regole né colpe, vittima sacrificale della società e nel contempo suo più alto e spietato giudice: è un personaggio gigantesco, che forse ha poco a che fare con l’umano e molto, come direbbe Montale, con qualche “disturbata divinità”, di fronte alla quale qualsiasi uomo di buona volontà non può che inchinarsi, e assentire.

“«Preferirei di no». Con qualunque altro uomo sarei precipitato in una rabbia furibonda, avrei disdegnato ogni ulteriore scambio di battute, e l’avrei allontanato con parole infamanti dalla mia presenza. Ma c’era qualcosa in Bartleby che non solo mi disarmava,ma, in un modo del tutto fuori dell’ordinario,
mi commuoveva e mi sconcertava.”

“«I would prefer not to». With any other man I should have flown outright into a dreadful passion, scorned all further words, and thrust him ignominiously from my presence. But there was something about Bartleby that not only strangely disarmed me, but, in a wonderful manner, touched and disconcerted me.”

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