An Outpost of Progress – Un avamposto del progresso | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Conrad - An Outpost of Progress
Joseph Conrad
An Outpost of Progress – Un avamposto del progresso
Anno di pubblicazione: 2010
FORMATI DISPONIBILI
An Outpost of Progress – Un avamposto del progresso
Voti: 3, Media: 5.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Joseph Conrad, pseudonimo anglicizzato di Teodor Józef Konrad Korzeniowski, nasce a Berdičev, in Ucraina, nel 1857, da famiglia polacca di antica nobiltà terriera.

Rimasto presto orfano sia di madre che di padre, viene affidato alla tutela di uno zio e compie gli studi secondari a Cracovia.

Nel 1874, spinto da un’irresistibile vocazione, parte per Marsiglia, dove si imbarca come marinaio.
Nel 1878 passa alla marina mercantile inglese, nella quale raggiunge la qualifica di capitano di lungo corso.

Per quasi vent’anni compie lunghissimi viaggi per mare, soprattutto nell’arcipelago malese e in Africa.
Nel 1896 lascia la marina e si dedica a tempo pieno all’attività letteraria, riscuotendo un buon successo di pubblico e di critica.
Muore a Bishopsbourne, presso Canterbury, nel 1924.

In Un avamposto del progresso, racconto pubblicato nel 1897, Joseph Conrad anticipa le atmosfere che due anni dopo saranno dominanti in Cuore di tenebra, suo primo indiscusso capolavoro.

E non a caso la parola “tenebra” compare già qui varie volte, quasi preannunciandosi come tratto distintivo di una condizione umana.

Due europei, Kayerts e Carlier, e un africano, Henry Price detto Makola, gestiscono un piccolo emporio nel cuore della giungla dell’Africa equatoriale, per conto di una grande compagnia commerciale.

Condotti lì da un battello della compagnia, dovranno rimanervi sei mesi, cercando di barattare con gli indigeni la loro mercanzia in cambio di preziose zanne d’elefante.

In realtà la compagnia non fa grande affidamento né sull’emporio, né sui due agenti, scelti per quell’incarico fra i più stupidi e inetti a sua disposizione.

E loro si adattano ben presto a quella vita fuori dal mondo, senza la minima curiosità per l’immensità imperscrutabile che hanno intorno, trascorrendo i giorni nell’ozio, interrotto solo di tanto in tanto dalle visite degli indigeni col loro carico d’avorio.

“Per giornate intere i due pionieri del commercio e del progresso se ne stavano a guardare il loro cortile vuoto, nello splendore abbagliante della luce solare che picchia in verticale. […] I due uomini non capivano nulla, e non si curavano di nulla fuorché del trascorrere dei giorni che li separavano dal ritorno del battello.”

“For days the two pioneers of trade and progress would look on their empty courtyard in the vibrating brilliance of vertical sunshine. […]The two men understood nothing, cared for nothing but for the passage of days that separated them from the steamer’s return.”

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