An Odissey of the North – Un’odissea del Nord | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Jack London: An Odissey of the North
Jack London
An Odissey of the North – Un’odissea del Nord
Anno di pubblicazione: 2008
FORMATI DISPONIBILI
An Odissey of the North – Un’odissea del Nord
Voti: 4, Media: 3.50
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Jack London nasce a San Francisco nel 1876.
Figlio illegittimo, vive un’infanzia difficile e un’adolescenza abbandonata a se stessa. Compie studi irregolari e nel 1893 si imbarca come marinaio su un mercantile diretto in Oriente.

Tornato in America, cambia continuamente lavoro, finché nel 1897 si unisce a una spedizione di cercatori d’oro nel Klondike.
Dopo meno di un anno si ammala di scorbuto e torna a Oakland, dove riprende la sua vita errabonda.

Nel 1904 è in Giappone, come corrispondente per la catena Hearst dalla guerra russo-giapponese. Nel 1907 compie un lungo viaggio nei Mari del Sud, che durerà quasi due anni.

Grazie ai proventi derivanti dai suoi successi letterari, nel 1910 acquista un ranch a Glen Ellen, in California, dove si ritira a vivere occupandosi attivamente di agricoltura.
Compie comunque altri viaggi alle Hawai e nei Mari del Sud.
Sofferente per problemi renali dovuti all’abuso di alcol, muore nel 1916 a Glen Ellen, per un’overdose, forse volontaria, di morfina.

 

L’umanità solidaristica di London si manifesta anche in Un’odissea del Nord pubblicato nel 1900 sulla rivista “Atlantic Monthly”.

Torniamo nei paesaggi glaciali dello Yukon, mito imperituro dell’immaginario dello scrittore, che alla sua esperienza di cercatore d’oro, per quanto breve (meno di un anno), conferì sempre un rango in qualche modo fondativo.
E qui il personaggio autobiografico di Malamute Kid, che torna in numerosi altri racconti, incontra uno strano indiano, detto da alcuni Ulisse, il quale per onorare un debito contratto tempo prima, lo raggiunge più morto che vivo nella sua baracca di cercatore d’oro e poi, in qualche modo riavutosi, gli racconta la sua storia.

Ed è una storia triste, d’amore e di vendetta, di ostinazione e di sangue, di speranza ostinata e terribile delusione. A Naass (questo il vero nome di Ulisse), giovane capo di Akatan, sperduta isoletta delle Aleutine, viene rapita la sera stessa del matrimonio la moglie Unga, da lui prescelta nonostante discendesse da una famiglia nemica della sua per un’antica e sanguinosissima faida.

Il rapitore è un omone di nome Axel Gunderson, un po’ avventuriero e un po’ pirata, che carica la donna sulla sua goletta e s’invola per lidi sconosciuti.
Da allora in poi, Naass dedicherà tutta la sua vita a cercare Unga in ogni contrada: per amore, certo, ma anche perché non vada sprecato il patrimonio di merci pregiate utilizzato per “comprarla” da sua madre. Finirà con la più classica delle delusioni e  la più classica delle vendette.

“…quando crebbi e divenni adolescente giunsi a chiedere perché mai le cose dovessero andare così. Loro mi risposero: «Sappiamo solo che i vostri padri facevano così». Io mi stupii del fatto che quelli che sarebbero arrivati in futuro dovessero combattere le battaglie di quelli che non c’erano più – non vedevo nulla di giusto in questo. La gente però mi disse che doveva essere così…”

“…when I grew to a stripling I came to ask why this should be so. And they answered, «We do not know, but that in such way your fathers did». And I marvelled that those which were to come should fight the battles of those that were gone, and in it I could see no right. But the people said it must be…”

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