An Occurrence at Owl Creek Bridge – Accadde al ponte di Owl Creek | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Ambrose Bierce: An Occurrence at Owl Creek Bridge - The Damned Thing
Ambrose Bierce
An Occurrence at Owl Creek Bridge – Accadde al ponte di Owl Creek
The Damned Thing - La Cosa maledetta
Anno di pubblicazione: 2009
FORMATI DISPONIBILI
An Occurrence at Owl Creek Bridge – Accadde al ponte di Owl Creek
Voti: 2, Media: 4.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Ambrose Bierce nasce a Meigs Country, Ohio, nel 1842, da una famiglia contadina molto povera.

A quindici anni lascia la sua casa e si trasferisce da uno zio, che lo iscrive al Kentucky Military Institute.
Nel 1861 si arruola nell’esercito come topografo, e combatte da nordista nella Guerra di Secessione.
Nel 1866 abbandona l’esercito e si trasferisce a San Francisco, dove lavora come giornalista.

Divenuto cronista e poi inviato dell’“Examiner”, compie numerosissimi viaggi in America e in Europa.

Nel 1913 viene inviato in Messico come corrispondente di guerra per seguire le sorti della rivoluzione messicana, ma scompare misteriosamente durante la battaglia di Ojinaga, l’11 gennaio 1914.

Un fatto di cronaca, al ponte sull’Owl Creek è del 1891, e ci cala direttamente nel cuore del trauma originario. Ne è protagonista Peyton Fahrquhar, un piantatore ardente sudista e secessionista, proprietario di molti schiavi, che allo scoppio della guerra non aveva potuto arruolarsi nell’esercito confederato.

Ed è già significativo che Bierce si rifiuti di dirci il perché, dichiarando semplicemente che non è necessario riferire le cause impedienti: è appunto la fretta di arrivare al sodo, al nucleo pulsante del racconto, che lo porta a trascurare ogni storia secondaria, foss’anche quella che avrebbe spiegato un tratto non secondario del personaggio.

Tutt’altra la situazione narrata in La cosa maledetta, scritto nel 1894.
Qui non c’è la guerra, ma c’è un uomo di nome Hugh Morgan trovato morto e orribilmente dilaniato.

Per via di flashback che seguono l’indagine del giudice incaricato di stabilire le cause della morte, e grazie alla testimonianza di un giornalista amico del defunto, che si era trovato ad essere testimone oculare dell’evento, prende a poco a poco forma una storia inquietante e misteriosa, che ha al centro una “cosa” non meglio identificata, che tuttavia fa sentire la sua presenza e che soprattutto è capace di una terribile e gratuita ferocia.

“L’uomo dischiuse gli occhi e vide nuovamente l’acqua sotto di sè. «Se appena riuscissi a liberarmi le mani» pensò, «potrei sbarazzarmi del cappio e saltare giù nel torrente. Immergendomi potrei evitare le pallottole
e nuotando a grandi bracciate potrei guadagnare la riva, darmi alla macchia e scappare verso casa…»”

“He unclosed his eyes and saw again the water below him. «If I could free my hands» he thought, «I might throw off the noose and spring into the stream. By diving I could evade the bullets, and, swimming  vigorously, reach the bank, take to the woods, and get away home…»”

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