Afterward – Dopo | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Afterward - Edith Wharton 8° uscita
Edith Wharton
Afterward – Dopo
Anno di pubblicazione: 2012
FORMATI DISPONIBILI
Afterward – Dopo
Voti: 3, Media: 3.67
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Edith Newbold Jones nasce a New York nel 1862, da una famiglia di altissima borghesia. Studia privatamente e nel 1885 sposa il banchiere Edward Wharton, che pochi anni dopo manifesta gravi disturbi mentali.

Nel 1907 lascia gli Stati Uniti e si trasferisce a Parigi, da cui non tornerà più indietro. Nel 1913 divorzia dal marito, ma mantiene per l’attività letteraria il suo cognome. Diviene amica di Henry James, André Gide e Bernard Berenson, frequentando intensamente la società intellettuale europea.

Durante la prima guerra mondiale si fa promotrice di molte iniziative umanitarie, che le valgono nel 1916 la Legion d’Onore da parte del governo francese. Muore a Saint-Brice-sous-Forêt nel 1937.

Mary e Ned Boyne sono due sposi americani ancor giovani, i quali, dopo aver accumulato un enorme patrimonio grazie a una fortunata speculazione del marito, decidono di lasciare gli Stati Uniti e il lavoro per trasferirsi in un remoto angolo della campagna inglese, nel Dorsetshire, e godersi il proprio denaro dedicandosi a ciò che vogliono davvero fare: lei pittura e giardinaggio, lui la scrittura di un libro già da tempo progettato.

Mary, però, sente crescere a poco a poco una strana forma di apprensione che le pare venga comunicata dalla casa stessa; finché in un breve torno di tempo le cose precipitano…

Pubblicato nel 1910 su The Century Magazine e poi accolto nello stesso anno nel volume Storie di uomini e fantasmi, Dopo è solo in apparenza una storia “gotica”: fantasmi che non si percepiscono, uomini in carne e ossa che potrebbero essere fantasmi, apprensione e curiosità in luogo dell’angoscia e del terrore…

E se anche la situazione conclusiva potrebbe avere toni di tragedia, Edith Wharton non pigia mai su quel pedale, preferendo attenersi a una vena neutra e distaccata, sebbene vagamente “umoristica” soprattutto nei dialoghi. Si ha insomma l’impressione che più dello sviluppo di un qualsiasi plot orrifico, alla scrittrice stia a cuore la rappresentazione del modo di sentire, ragionare e manifestare affetto di una coppia di ricchi americani, stravaganti al punto giusto, avventurosi al punto giusto, furbi e insieme ingenui al punto giusto.

“No, she would never know what had become of him – no one would ever know. But the house knew; the library in which she spent her long lonely evenings knew.”

“No, non avrebbe mai saputo cosa ne fosse stato di lui; nessuno l’avrebbe mai saputo. Ma la casa sapeva; la biblioteca in cui lei trascorreva le sue lunghe sere solitarie sapeva.”

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