A View from a Hill – Una veduta dalla collina | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Montague Rhodes James - A View from a Hill 9° uscita
Montague R. James
A View from a Hill – Una veduta dalla collina
Anno di pubblicazione: 2012
FORMATI DISPONIBILI
A View from a Hill – Una veduta dalla collina
Voti: 2, Media: 5.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Montague Rhodes James nasce a Goodnestone Parsonage, in Inghilterra, nel 1862, figlio di un curato. Compie gli studi secondari a Eton, quindi si iscrive al King’s College dell’Università di Cambridge, dove dopo la laurea diviene assistente di archeologia classica.

Scala rapidamente la carriera accademica, fino a divenire rettore del King’s College nel 1905. Si dedica poi alla scrittura letteraria, pur mantenendo i suoi impegni universitari. Muore a Eton nel 1936.

Montague Rhodes James era un inappuntabile professore dell’università di Cambridge, ma anche lui disponeva di quella che Pirandello avrebbe chiamato una “corda pazza”. Negli ultimi anni dell’Ottocento cominciò a scrivere racconti di fantasmi, e non smise più.
Una veduta dalla collina sembra particolarmente significativo del modo di procedere dello scrittore. Si comincia con una delle situazioni più comuni in narrazioni del genere: un giovane accademico di nome Fanshawe va a trovare nella sua dimora di campagna un collega più anziano. L’arrivo di Fanshawe è all’insegna dei convenevoli e delle cerimonie, così come l’avvio per una passeggiata nei dintorni. Ma Fanshawe chiede un binocolo, e Richards, tale il nome del più anziano, lo accontenta a malincuore: l’unico binocolo che ha in casa è un attrezzo vecchio e pesantissimo, avuto da un certo Baxter, ora morto, che si dilettava di archeologia e di ricerche esoteriche.

Comunque Fanshawe se lo accolla e intraprende la scalata di una collina. Giunto in cima, punta il binocolo, e vede un campanile, una radura con una forca in mezzo, e varie altre cose, che però Richards dichiara inesistenti. Ma il giovane insiste, e il giorno dopo decide di andare in bicicletta in quei luoghi che ha visto solo da lontano, per verificare. Non otterrà niente, se non un infittirsi del mistero…
I fantasmi di James sono più che altro delle costruzioni intellettuali, delle ombre sinistre che spesso non hanno neanche forma, ma che fanno sentire un’aura di mistero tutta terrena, tutta chiusa dentro le difficoltà dei rapporti umani.

“I… did my best to run. It seemed to me as if I was in an unholy evil sort of graveyard…”

“… ho corso come meglio ho potuto. Mi sembrava di essere in una specie di cimitero sacrilego e funesto…”

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