A Little Cloud | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
500_Short_Vol_22
James Joyce
A Little Cloud
Ivy Day in the Committee Room -
Data di pubblicazione: 25/12/2015
FORMATI DISPONIBILI
A Little Cloud
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CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

James Augustine Aloysius Joyce nasce a Dublino il 2 febbraio 1882 da famiglia di forte tradizione cattolica e indipendentista. Studia nei migliori collegi gesuiti della città e, nonostante conduca una vita dissoluta segnata dall’alcol, quando consegue la laurea nel 1902 ha già all’attivo diverse pubblicazioni tra articoli e saggi.

Dopo un breve soggiorno a Parigi, torna in patria per la morte della madre; a Dublino nel 1904 gli vengono commissionate le storie che andranno poi a comporre Dubliners (raccolta pubblicata nel 1914) e conosce Nora Barnacle (il ricordo del primo appuntamento sarà trasfigurato nell’Ulysses del 1922), che sposerà nel 1931 e dalla quale avrà due figli, Giorgio e Lucia. Insieme a Nora, Joyce va a Zurigo, a Trieste, quindi a Pola e poi di nuovo a Trieste, dove rimane dal 1906 al 1915 e diviene amico, fra gli altri, di Italo Svevo.

Allo scoppio della prima guerra mondiale torna a Zurigo, dove conosce e frequenta Ezra Pound. Su invito di quest’ultimo, dal 1920 si trasferisce a Parigi e ci rimane per vent’anni, frequentando Larbaud, Aragon, Hemingway, Fitzgerald, Beckett e molti altri intellettuali di punta. Qui, terminato l’Ulysses, scrive Finnegans Wake (1939). Sopravvenuta la seconda guerra mondiale, si trasferisce di nuovo a Zurigo, dove muore il 13 gennaio 1941.

Nel microcosmo dublinese rappresentato da James Joyce in Dubliners (1914) emerge una sottile ma fitta trama di riferimenti incrociati che attraversa tutti i racconti e ha per scopo una caustica analisi della vita morale (o piuttosto, si potrebbe dire, amorale) della middle class irlandese. Gli elementi di unitarietà tra i racconti sono certo moltissimi, ma uno in particolare si ritrova in molti di essi, e tra questi anche nei due testi qui proposti, A Little Cloud e Ivy Day in the Committee Room, vale a dire il senso di sconfitta e di amara frustrazione che li pervade e che pervade i protagonisti, rendendoli di fatto inerti, incapaci di riconoscere la verità e agire di conseguenza.

Nel primo racconto, l’incontro di un giovane con un vecchio amico divenuto un affermato giornalista scatena nel suo animo un turbinio di sentimenti più o meno repressi che vanno a mettere in discussione, e in crisi, tutta la sua vita. Anche in Ivy Day in the Committee Room domina un’atmosfera di delusione, di impossibilità di riscatto, anche se in un’altra prospettiva.

In questa short story, una delle preferite dell’autore secondo quanto scrive Joyce stesso in una lettera, un gruppo di scalcagnati attivisti si riunisce un pomeriggio di ottobre, freddo e piovoso, nella Committee Room cui allude il titolo, costituendo un campionario di individui apatici, gretti e un po’ ipocriti, su cui Joyce non ha tuttavia intenzione di esprimere una semplice e banale condanna, quanto piuttosto di mettere in luce l’ambiguità e l’ambivalenza delle idee e dei sentimenti degli uomini.

“The adventure of meeting Gallaher after eight years [...] upset the equipoise of his sensitive nature. He felt acutely the contrast between his own life and his friend’s and it seemed to him unjust.”

“L’avventura del rivedere Gallaher dopo otto anni [...] turbava l’equilibrio della sua indole sensibile. Sentiva intensamente il contrasto tra la sua esistenza e quella dell’amico, e gli sembrava ingiusto.”

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