A Christmas Carol – Canto di Natale Vol. 1 | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Dickens: A Christmas Carol
Charles Dickens
A Christmas Carol – Canto di Natale Vol. 1
1 Marley's ghost - Il fantasma di Marley
Anno di pubblicazione: Serie Natale 2010
FORMATI DISPONIBILI
A Christmas Carol – Canto di Natale Vol. 1
Voti: 2, Media: 5.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Charles Dickens nasce a Landport, presso Portsmouth, nel 1812, da famiglia impiegatizia.

Dopo qualche anno trascorso nel Kent, nel 1823 si trasferisce con la famiglia a Londra, dove l’anno dopo il padre è imprigionato per debiti.

Moglie e figli lo seguono in carcere, ad eccezione di Charles, che viene mandato dal tribunale a lavorare come operaio in una fabbrica di lucido da scarpe.
Dopo qualche mese il padre viene liberato, e il ragazzo può tornare ai suoi studi forzatamente interrotti.

Dopo una breve esperienza in uno studio legale, nel 1829 diviene stenografo parlamentare e collaboratore di alcuni giornali.

Nel 1834 viene assunto come cronista dal “Morning Chronicle”, e due anni dopo sposa Catherine Hogarth, figlia del direttore del suo giornale, che gli darà dieci figli.

Nel 1842 trascorre con la moglie sei mesi in America, e nel 1847 diviene presidente del Mechanics’ Institute di Londra.

Negli ultimi anni della sua vita si dedica a lunghi tours di letture pubbliche, richiestissime in Inghilterra e negli Stati Uniti. Sofferente di cuore, muore a Londra nel 1870.

Ebezener Scrooge, personaggio ormai leggendario (basti pensare che Uncle Scrooge e Scrooge McDuck sono i nomi originali del Paperon de’ Paperoni disneyano), si ritrova in una vigilia di Natale a confrontarsi in successione con quattro spettri.

Lui è un essere avarissimo, avido e arido, affarista di successo nella City, tanto più ricco quanto più ridotto a una sordida solitudine, fatta di vessazioni del suo povero impiegato, di rifiuto di qualsiasi contatto umano, di sdegnata assenza da qualsiasi occasione di festa.

Incluso, appunto il Natale: che egli sprezzantemente rinfaccia come “sciocchezza” al nipote venuto nel suo ufficio per fargli gli auguri, e che quasi non riconosce come giorno festivo al suo impiegato, tenuto al gelo per risparmiare carbone, minacciandolo di trattenergli una giornata di paga per la sua assenza dell’indomani.

La sera però, tornando a casa, si imbatte con notevole spavento nel fantasma del suo socio, morto sette anni prima, e gravato da una catena di casseforti costretto a trascinarsi dietro, che gli preannuncia la visita di altri tre spettri, dai quali dipenderà la sua salvezza.

“Se potessi fare a modo mio”, proseguì Scrooge indignato, “ogni idiota che se ne va in giro con quel ‘Buon Natale’ sulle labbra dovrebbe bollire insieme al suo pudding, e venire seppellito con un ramo di agrifoglio infilato nel cuore. Ecco!”

“If I could work my will,” said Scrooge indignantly, “every idiot who goes about with ‘Merry Christmas’ on his lips should be boiled with his own pudding, and buried with a stake of holly through his heart. He should!”

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