The Minister’s Black Veil – Il velo nero del pastore | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Hawthorne - TheMinister's Black Veil
Nathaniel Hawthorne
The Minister’s Black Veil – Il velo nero del pastore
Mrs. Bullfrog - La signora Bullfrog
Anno di pubblicazione: 2010
FORMATI DISPONIBILI
The Minister’s Black Veil – Il velo nero del pastore
Voti: 1, Media: 5.00
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Nathaniel Hawthorne nasce a Salem, Massachusetts, nel 1804.
Discendente da un’antica famiglia puritana, a quattro anni resta orfano del padre, capitano della marina mercantile.

Compie i suoi studi al Bowdoin College di Brunswick, avendo come compagni di scuola il futuro poeta Henry Longfellow, e Franklin Pierce, futuro presidente degli Stati Uniti, al quale resterà legato di duratura amicizia.

Nel 1842 si sposa e si trasferisce a Concord, ove frequenta Emerson e Thoreau.
Nel 1846, grazie a Pierce, viene nominato ispettore alla dogana di Salem, incarico che è costretto a lasciare nel 1848, in seguito alla vittoria elettorale della parte avversa a Pierce, il quale però nel 1853 viene eletto presidente come candidato del partito democratico.

Nel 1854 Hawthorne viene nominato console a Liverpool, dove resta per quattro anni. Scaduto il suo mandato, resta altri due anni in Europa, soggiornando soprattutto in Italia, e nel 1860 torna negli Stati Uniti.
Muore improvvisamente a Plymouth, New Hampshire, nel 1864.

Sono diversissimi i due racconti di Nathaniel Hawthorne qui proposti, sebbene scritti a un solo anno di distanza: Il velo nero del ministro del culto nel 1836 e La signora Bullfrog nel 1837.

Ne Il velo nero del ministro del culto il protagonista è il pastore Hooper, che un giorno si presenta alla consueta funzione domenicale con un velo nero che gli copre interamente il volto, senza dare spiegazioni a nessuno.

E continua a portare il velo sempre, anche quando passeggia, e comunque ogniqualvolta appare in pubblico.
La piccola comunità di Milford, nel New England, entra immediatamente in subbuglio per quella stranezza senza risposte, e il velo del pastore diviene ben presto un simbolo funesto, il simbolo di qualcosa che ha a che fare con i più abissali segreti dell’anima, e che per questo inquieta, sconvolge, spaventa.

Tutt’altra aria si respira in La signora Bullfrog, vero e proprio divertissement sul tema dell’inganno, sfruttatissimo dalla novellistica classica, da Chaucer a Boccaccio, e qui riprodotto nella vicenda di un merciaio che sposa una bellissima ragazza, salvo accorgersi dopo, per un fortuito incidente, che non è proprio bella e dolce come pensava.

Tuttavia la donna gli rivelerà che è pronta a investire nella merceria del novello sposo  i cinquemila dollari ricavati da una causa per una precedente rottura della promessa di matrimonio, e lui si accomoderà ben felice alla sicura prospettiva di un inferno futuro.

“La mattina stessa in cui la signora Bullfrog e io fummo uniti in matrimonio, acquistai due biglietti per la diligenza e incominciammo il nostro viaggio verso il luogo in cui esercitavo la mia attività commerciale.”

“The same morning that Mrs Bullfrog and I came together as a unit, we took two seats in the stage-coach and began our journey towards my place of business.”

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