The Sire de Maletroit’s Door – La porta del Sire di Maletroit | Short Stories. I piccoli capolavori che fanno crescere il tuo inglese.
Robert L. Stevenson: The Sire de Malétroit's Door
Robert L. Stevenson
The Sire de Maletroit’s Door – La porta del Sire di Maletroit
Anno di pubblicazione: 2009
FORMATI DISPONIBILI
The Sire de Maletroit’s Door – La porta del Sire di Maletroit
Voti: 2, Media: 4.50
CENNI BIOGRAFICI
LA TRAMA

Robert Louis Stevenson nasce a Edimburgo nel 1850.
Dopo una giovinezza ribelle, segnata da profondi conflitti col padre e con la borghesia puritana del suo ambiente, compie studi di legge e diviene avvocato, senza peraltro mai esercitare la professione.

Malato di tubercolosi e mosso da una spiccata propensione all’avventura, viaggia molto in Europa e in America.
Qui nel 1879 sposa una donna divorziata madre di due figli, insieme alla quale continua a fare una vita errabonda, collaborando a vari periodici inglesi e americani con racconti, note di viaggio, saggi.

Nel 1888 parte per una lunga crociera nel Pacifico e dal 1891 si stabilisce nelle isole Samoa, molto amato e rispettato dagli indigeni che lo chiamavano Tusitala (“narratore di storie”). Muore a Upolu, nelle Samoa, nel 1894.

La porta del sire di Malétroit è un racconto che Robert Louis Stevenson scrisse a ventisette anni, nel 1877, e che pubblicò in volume nel 1882, nella sua prima raccolta di short stories intitolata Le nuove Mille e una notte.

Un testo giovanile, dunque, che però rivela come in fase embrionale tutti i temi che saranno poi prediletti dallo scrittore.

“Denis di Beaulieu corrugò la fronte ed emise un lieve fischio silenzioso. Cosa sbarrava la porta? si domandò. Perché era aperta? Perché si era chiusa così facilmente ed energicamente dietro di lui? C’era qualcosa di oscuro e segreto in tutto questo, e ciò al giovane piaceva poco.”

“Denis de Beaulieu frowned and gave vent to a little noiseless whistle. What ailed the door? he wondered. Why was it open? How came it to shut so easily and so effectually after him? There was something obscure and underhand about all this, that was little to the youngman’s fancy.”

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